Martedì, 24 giugno 2008
Triumph
Ho sempre detto che mi piacciono molto i nomi delle strade di Roma, consolari e non. Ma quella che mi sembra la più evocativa è la via Trionfale. Quando percorro via Trionfale, vorrei che mi telefonasse mia madre, che così alla fatidica domanda "Dove sei?" potrei risponderle "Sono sulla via Trionfale!" con il tono di Giulio Cesare che fa ritorno a Roma dopo una qualche campagna, per raccogliere gli onori.
La Trionfale è talmente lunga che assume tutte le possibili forme che può assumere una strada. Ci sono dei tratti in cui sembra un'autostrada, dei tratti in cui sembra una strada di montagna con i tornanti, tipo hai presente quando vai a sciare. Ci sono dei tratti in cui si passa tra due case e a malapena c'entrano due macchine affiancate, ai limiti del senso unico alternato. In alcuni punti sei in piena collina, con panorama su San Pietro. Insomma se uno ti dice che abita sulla Trionfale, non puoi da questo desumere che tipo di paesaggio ha intorno. A Milano se uno ti dice che abita in via Melchiorre Gioia, oppure in Corso Buenos Aires, ti puoi fare un'idea del paesaggio, indipendentemente dalla posizione relativa. Uno che abita sulla Trionfale potrebbe stare in un borghetto di 4 case, oppure in una specie di autogrill, oppure in una villetta in collina.
Comunque la cosa che ha un po' sorpreso un provincialotto come me, è quando in zona raccordo ho visto una casa che aveva un cartello con scritto un numero tra 12000 e 13000. Lì per lì ho pensato "no, non può essere il numero civico", ma poi quando ho visto il successivo, mi sono dovuto ricredere: era proprio il numero civico. Sono un provincialotto: quando a Milano vidi i numeri civici dell'ordine delle migliaia ci rimasi così, ma qua si parla di decine di migliaia, altro che.
Lunedì, 23 giugno 2008
Bell
Giovedì, 19 giugno 2008
Zombi
Per un certo periodo ho avuto una impressione strana tutte le volte che percorrevo un certo tratto di strada.
Una sensazione strana, come se io fossi l'unico che si sta rendendo conto che sta succedendo qualcosa di grave, e nessuno intorno a me se ne rendeva conto. Come Bennel nell'Invasione degli Ultracorpi, per capirci. Però non era niente di definito, solo una sensazione, per quanto strana, che non avevo focalizzato completamente.
Una sensazione strana, come se io fossi l'unico che si sta rendendo conto che sta succedendo qualcosa di grave, e nessuno intorno a me se ne rendeva conto. Come Bennel nell'Invasione degli Ultracorpi, per capirci. Però non era niente di definito, solo una sensazione, per quanto strana, che non avevo focalizzato completamente.Oggi, ad un tratto, in un lampo, l'intuizione: ho finalmente capito! Fai attenzione a quello che ti dico:
Le Citroen 2CV stanno tutte piano piano uscendo fuori dagli sfasciacarrozze, e stanno invadendo la Terra.
Se percorri i primi due chilometri della Magliana (a partire da Piazza Meucci) e ti guardi intorno ti renderai conto che non sto scherzando affatto.
Facciamo qualcosa prima che sia troppo tardi.
Mercoledì, 18 giugno 2008
A Forest
Vabè, l'ho detto un sacco di volte, ma non finisco mai di stupirmi per la creatività che si mette nei nomi dei quartieri/borgate qui a Roma. A Milano oltre all'Ortica e all'Isola, non mi sembra di avere sentito niente di troppo bizzarro. Qua si parla della Bufalotta, della Storta, della Rustica, mica sciocchezze. L'altro giorno prendevano in giro una collega perché aveva abitato a Borgata Finocchio, prima di andare a Tor Carbone. Adesso abita all'Infernetto, che ti ricordo che sta vicino a Dragona, Dragoncello e Malafede. Ah, dimenticavo, l'anno scorso ho conosciuto una coppietta che abitava all'Osteria del Curato II. E ci tenevano molto a dire che l'Osteria del Curato II non va confusa con l'Osteria del Curato I. Guai! E il bello è arrivato quando ho intercettato due colleghe che parlavano del fatto che ambedue avevano abitato a Selva Candida. Una delle due adesso abita al Quadraro o al Quartaccio, non ricordo bene. L'altra invece si è spostata di poco, e adesso abita alla Selva Nera. Che sta vicino alla Selva Candida. Cioè hai capito? Abita alla Selva nera. Se abiti a Beverly Hills, puoi trovarti come vicino di casa a sinistra Jennifer Lopez, e a destra Robert de Niro e di fronte Britney Spears. Se abiti alla Selva Nera, potrebbe un giorno bussarti alla porta per chiederti un po' di rosmarino qualcuno tipo Sandokan?
Lunedì, 16 giugno 2008
Police District
Hanno appena smesso di girare qualche puntata di "Distretto di Polizia" dietro casa mia. Ci sono stati camion con le strumentazioni e parcheggi transennati per più di una settimana. E io dovevo andare a parcheggiare al Pincetto. Ma è possibile che debbano sempre girare tutto a Garbatella, le squadre, i distretti, i carabinieri e i romanzi criminali, oltre ai più tranquilli cesaroni?
Ormai è destino, ogni tanto mi tocca sorbirmi qualche sparatoria sotto casa, per qualche fiction.
Pensa se dovesse succedere un giorno che si sparano realmente dei criminali veri.
Potrebbe anche succedere che mi affaccio e urlo "AOH EBBASTA, AVETE ROTTO LE SCATOLE! ANDATE A GIRARE DA QUALCHE ALTRA PARTE!"
Ormai è destino, ogni tanto mi tocca sorbirmi qualche sparatoria sotto casa, per qualche fiction.
Pensa se dovesse succedere un giorno che si sparano realmente dei criminali veri.
Potrebbe anche succedere che mi affaccio e urlo "AOH EBBASTA, AVETE ROTTO LE SCATOLE! ANDATE A GIRARE DA QUALCHE ALTRA PARTE!"
Giovedì, 12 giugno 2008
Cothic
Qualche tempo fa stavo guardando Flavio Insinna nel suo ruolo di scartatore di pacchi. Se hai mai visto la trasmissione, sai che tra i premi più scarsi ci sono sempre degli oggetti improbabili. Quella sera tra i premi bassissimi c'era una cotica. Allora per tutta la sera il povero Flavio ha cercato più volte di fare la battuta che gli sembrava servita. "Eh, c'è rimasta la cotica, ma non t'ho detto mica cotica!" "E che t'ho detto cotica?" "Coraggio cerchiamo di trovare la cotica, che non t'ho detto mica cotica" e così via. Il povero Flavio non riusciva a capacitarsi del fatto che nesuno degli astanti (il friulano, il valdostano, l'umbro, il campano, il siciliano, il veneto...) rideva alle sue battute. Quasi imbarazzante. Se per caso lo incontri e riesci a farci due chiacchiere, digli che è un modo di dire tipico di Roma, che lo si capisce solo a Roma, e se lo dici ad un piemontese o ad un calabro, è come se gli dicessi che mica t'ho detto che la prematurata si tarrapio-tapioca come se fosse Antani.
Per chi chiama da fuori Roma: "E che t'ho detto cotica?" oppure "Mica t'ho detto cotica!" è una frase che si dice ad una persona che si è offesa per qualcosa che le/gli è stato detto ed è stato preso come offensivo, mentre non lo era o quantomeno non voleva esserlo. Ho detto bene?
Update: Borgognoni mi fa notare nei commenti che non è esattamente come ho capito io: lo si dice ad una persona per dire che ciò che si è detto/fatto non è poco e non c'è motivo di essere delusi.
Mercoledì, 11 giugno 2008
Apricots
Stamattina mentre andavo verso la macchina, ho pestato in pieno un'albicocca. La cosa che va precisata è che non si trattava di un'albicocca caduta dalla borsa della spesa di qualcuno, ma caduta da un albicocco a tutti gli effetti.
Mente cercavo di pulire la scarpa, felicitandomi tra l'altro di non aver pestato qualcos'altro di peggio, mi sono chiesto se mi era mai successa una cosa del genere, ma non mi sembra proprio. Per motivi non ancora del tutto chiari mi sono trovato a pensare al fu Bosco di Gioia di Milano, del quale ormai si è detto tutto, ma che comunque ancora oggi visto dalle mappe di Google, fa un effetto per me agghiacciante.
Mente cercavo di pulire la scarpa, felicitandomi tra l'altro di non aver pestato qualcos'altro di peggio, mi sono chiesto se mi era mai successa una cosa del genere, ma non mi sembra proprio. Per motivi non ancora del tutto chiari mi sono trovato a pensare al fu Bosco di Gioia di Milano, del quale ormai si è detto tutto, ma che comunque ancora oggi visto dalle mappe di Google, fa un effetto per me agghiacciante.Lunedì, 26 maggio 2008
Dressed to kill
Sabato mattina. Dentro Zara in via del Corso (non quello dentro la galleria, quell'altro).
Scena 1)
Sto davanti ai camerini dove si provano gli indumenti, con i caschi per la moto e borse varie in mano, attendendo che la consorte si provi i vestiti. Nel frattempo da un camerino esce ogni trenta secondi una ragazza che si sta provando l'intero negozio (che tra l'altro è gigantesco). Ci passerà tutto il weekend, penso io.
E' una ragazza bionda, alta più di un metro e ottanta, e ad un tratto esce fuori con un vestito lungo fino ai piedi, di base bianco, ma ornato da fantasie colorate, fiori e piante di ogni tipo. Si guarda allo specchio per 2 secondi, poi torna dentro a provarsi il prossimo capo.
Scena 2)
Venti minuti più tardi. Ci stiamo aggirando ancora per il negozio.
Incrociamo una signora sulla sessantina, insieme a delle amiche più o meno della stessa età, alta circa un metro e quarantacinque, con capello riccietto biondo. Regge in mano il vestito di cui sopra, esattamente quello che stava provando la ragazza. E commenta (adesso però devi fare uno sforzo di fantasia e immaginarti la signora con una forte cadenza in dialetto romanesco, la testa piegata di lato che osserva il vestito con sguardo perplesso e sopracciglio alzato e poi fa all'amica:
"OH A MARI'...METTETE UN PO' ADDOSSO STO PAESAGGIO..."
Lunedì, 5 maggio 2008
Pigeons
Quando le condizioni lo permettono, una delle cose che mi piace fare la mattina dei giorni festivi è catapultarmi al centro in moto insieme alla consorte, per fare colazione in un bar del centro. Uno dei bar che mi piace di più, sia per la qualità cornetti che per la posizione, è la Pasticceria D'Angelo, in via della Croce. Sabato mentre siamo al bancone a fare la nostra colazione, ci rendiamo conto ad un tratto che c'è qualcosa di strano nell'aria. Tutti piano piano si scansano dal bancone, e guardano alle nostre spalle. Mi giro anche io e vedo: c'è un piccione che in qualche modo è riuscito ad entrare, e sta appollaiato sopra una tenda. Non si muove, ma il pericolo che cominci a volare in giro, magari depositando qualcosa, è palpabile, e tutti lo percepiscono. Il piccolo esodo dei clienti cresce, mentre i camerieri cercano di prendere provvedimenti e cominciano a muoversi nervosamente e confabulare.
Io vorrei essere l'unico che conserva il suo aplomb mentre continuo indisturbato con il mio cappuccino, ma c'è chi mi frega: il barista davanti a me mentre sta lavando un bicchiere fa al suo collega che sta armeggiando con la macchina del caffè:
"Andrè"
"Aoh"
"Va' a chiama' er cuoco"
Lunedì, 21 aprile 2008
Cassette
Siccome io sostanzialmente sono un modaiolo, non mi posso sottrarre alla moda del momento, e cioè quella di preparare le cassette come si faceva ormai 20 anni fa, attraverso Muxtape.
Per cui ecco la mia:
Buon ascolto
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incredibile legge n. 62 del 7.03.2001, hai qualche problema e non credo di potertelo risolvere. Comunque se in qualche modo
riesci a trovare una qualsiasi forma di periodicità nell'aggiornamento di questo blog, fammelo sapere che mi interesserebbe molto,
sono appasionato di matematica discreta e di serie numeriche strane.



