Venerdì, 1 luglio 2005
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oramai non è più di moda (ebbe il suo momento d'oro più o meno ai tempi dell'esplosione del Piotta, momento culminato con la trasmissione televisiva Orgoglio coatto), ma a proposito di frasi del genere un must assoluto è il Manuale di conversazione della metropoli periferica, dopo anni di diffusione clandestina pubblicato (esistono anche due libri) e curato da www.turbozaura.com. Bisognerebbe avere la pazienza di andarsi a trovare le cose dell'epoca, le frasi che ho visto ora sono o banali o quelle vecchie rimasticate o troppo volgari, comunque. Io gli avevo postato una frase sentita dalla macchina accanto a me a un verde che tardava ad arrivare: "ahò, ma che è bisestile 'sto semaforo?". A un certo punto era diventata una gara di invenzione con cose bellissime. Si andava dalle classiche minacce "te piego come 'na Graziella" o, rivolto a uno dalle orecchie a sventola, "te scarto come 'na Golia", dovutamente aggiornate, per spaziare nei campi più vari, bassezza, bruttezza, grassezza, bisogni corporali (urgenze espresse con frasi come "C'ho 'no stronzo in foriggioco" o, più attenti alla politically correctness: "'ndo sta er cesso che devo anna' a libbera' er priggioniero negro?"). Una delle mie preferite era la descrizione del ritorno a casa stanchi dopo una giornata faticosissima: Me so' buttato sul letto a quattro de spade".
Io mi ricordo benissimo i tempi in cui girava nell'underground Internet sto dizionario (si parla di più di dieci anni fa), e in effetti ho visto che è stato molto esteso, ma non è più carino come all'inizio. Comunque ci tengo a precisare che quando riporto frasi di questo tipo, lo faccio perché le ha pronunciate una persona magari di una certa età, o comunque che non conosce Turbozaura, ma qualcuno che le spara così spontaneamente, senza nessuna posa. Altrimenti se ascolti i ragazzi, certo che ne tirano fuori quante ne vuoi, ma non è la stessa cosa.
Effettivmanete alcune situazioni viste giornalmente sembrano normalissime, ma descritte da te (che da quel che ho capito rnon sei "tutto" romano) ci si accorge che son vergongnose e che nessuno fa niente per nulla. soprattutto per cambiare.
Se ti riferisci a quello che vuole 60 euros per un cuscino, ti assicuro che non è una faccenda prettamente romana, ma un malcostume tutto italiano, una delle poche cose che uniscono questa povera penisola.

