Oggi, contravvenendo a
quanto avevo dichiarato, sono andato all'ufficio postale di Garbaland. La macchinetta per i numeretti era bloccata ed emetteva solo bigliettini di tipo "C". In poche parole, un unico numero per tutti i servizi, una unica lunghissima fila per gli sportelli. Ad un certo punto mi accorgo che un signore sta parlando al popolo, come succede sempre negli uffici postali quando c'è da attendere. Però invece di inveire contro gli impiegati scansafatiche, il governo ladro e i soliti luoghi comuni da ufficio postale, diceva qualcosa di diverso. Allora io ficcanaso come sempre mi avvicino. Il signore dice ad una ragazza "Per esempio, voi a 90 anni nun c' arivate" La ragazza, una poveraccia come me, che deve pagare una maledetta bolletta, che sta facendo tardi al lavoro, che deve lavorare per mangiare e tirare avanti la baracca, con una mano dietro la schiena fa le corna, e nel mentre gli risponde "Ma perché, scusi?" "Eh, lo so io, voi fumate, ve fate le siringhe, poi però a 90 anni nun c'arivate, no" La ragazza, capito il tipo, sorride bonariamente: "Io? neanche fumo". E lui "Naturalmente non dico te, ma i giovani di oggi. Io li vedo i giovani, e li vedo male. Tutte co la panza de fori, tutte 'ncurvate, secondo te c'arivano a 90 anni? Nun credo." Il signore cambia interlocutore ad ogni frase, e cambia anche topic. "E adesso vojo vede, ce sta le tasse, pare che a gennaio ce starà tutta na serie de aumenti, e che famo?" e una signora dal fondo rilancia "E paghi!" (n.d.r. intendendo dire "LE paghi"). Il tizio "Io? nooo, nun pagno gnente, vado in galera. Così pagano loro, nun pago io. Me danno da magnà, me danno der lei, mica come la galera de prima. C'ho er televisore, qua fori devo pagà er canone rai, là dentro no lo devo pagà, è già pagato. Ah, vado in galera, sissì."
Ok, tocca a me, pago la mia bolletta e vado via, che devo scappare in ufficio, mentre lo spettacolo lì dentro continua.