Monday, 26 May 2008
Dressed to kill
Sabato mattina. Dentro Zara in via del Corso (non quello dentro la galleria, quell'altro).
Scena 1)
Sto davanti ai camerini dove si provano gli indumenti, con i caschi per la moto e borse varie in mano, attendendo che la consorte si provi i vestiti. Nel frattempo da un camerino esce ogni trenta secondi una ragazza che si sta provando l'intero negozio (che tra l'altro è gigantesco). Ci passerà tutto il weekend, penso io.
E' una ragazza bionda, alta più di un metro e ottanta, e ad un tratto esce fuori con un vestito lungo fino ai piedi, di base bianco, ma ornato da fantasie colorate, fiori e piante di ogni tipo. Si guarda allo specchio per 2 secondi, poi torna dentro a provarsi il prossimo capo.
Scena 2)
Venti minuti più tardi. Ci stiamo aggirando ancora per il negozio.
Incrociamo una signora sulla sessantina, insieme a delle amiche più o meno della stessa età, alta circa un metro e quarantacinque, con capello riccietto biondo. Regge in mano il vestito di cui sopra, esattamente quello che stava provando la ragazza. E commenta (adesso però devi fare uno sforzo di fantasia e immaginarti la signora con una forte cadenza in dialetto romanesco, la testa piegata di lato che osserva il vestito con sguardo perplesso e sopracciglio alzato e poi fa all'amica:
"OH A MARI'...METTETE UN PO' ADDOSSO STO PAESAGGIO..."
Monday, 5 May 2008
Pigeons
Quando le condizioni lo permettono, una delle cose che mi piace fare la mattina dei giorni festivi è catapultarmi al centro in moto insieme alla consorte, per fare colazione in un bar del centro. Uno dei bar che mi piace di più, sia per la qualità cornetti che per la posizione, è la Pasticceria D'Angelo, in via della Croce. Sabato mentre siamo al bancone a fare la nostra colazione, ci rendiamo conto ad un tratto che c'è qualcosa di strano nell'aria. Tutti piano piano si scansano dal bancone, e guardano alle nostre spalle. Mi giro anche io e vedo: c'è un piccione che in qualche modo è riuscito ad entrare, e sta appollaiato sopra una tenda. Non si muove, ma il pericolo che cominci a volare in giro, magari depositando qualcosa, è palpabile, e tutti lo percepiscono. Il piccolo esodo dei clienti cresce, mentre i camerieri cercano di prendere provvedimenti e cominciano a muoversi nervosamente e confabulare.
Io vorrei essere l'unico che conserva il suo aplomb mentre continuo indisturbato con il mio cappuccino, ma c'è chi mi frega: il barista davanti a me mentre sta lavando un bicchiere fa al suo collega che sta armeggiando con la macchina del caffè:
"Andrè"
"Aoh"
"Va' a chiama' er cuoco"
(Pagina 1 di 1, in totale 2 notizie)
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sono appasionato di matematica discreta e di serie numeriche strane.

