Tuesday, 12 February 2008
Salumi
Qualcuno si lamenta perché questo blog non viene aggiornato. Il fatto è che ho passato un lungo periodo in cui ho lavorato 15 ore al giorno, ho fatto giri vari per l'Italia, per cui praticamente è come se non fossi vissuto a Roma. E come ben sai a me non piace andare fuori tema.
Detto questo sabato sono andato a fare la spesa al super, con la mia solita aspettativa di normale cordiale distacco tra me e i banconisti dei salumi, come in qualsiasi città d'Italia, tipo "buonasera, le consiglio questo prosciutto, vuole assaggiare questo formaggio squisito?". Appena arrivo, stacco il bigliettino, numero 87. Guardo il tabellone e vedo 72. Mi si accappona la pelle, tanto più che sono le 19:45, manca solo un quarto alla chiusura. Eppure lì davanti al bancone ci sono solo 4 persone. Allora uno dei tizi del bancone mi guarda, capisce il mio cruccio e fa "niente numeretti, stamo a chiude, annamo in ordine". Un altro gli fa subito eco: "Sai che c'è invece? Che chiudemo subito, basta così, nnamo a casa che per oggi è finita". Subito una donna vicino a me gli fa: "CATTIVO!". "Cattivo a me?" "Sì, CATTIVO! E' un quarto che sto qua, e mo chiudete? Siete cattivi!" "CATTIVO A ME? Sò disciotto ore che sto qua, se ero cattivo sai che facevo. Pfui! Cattivo a me". E continua a servire chi stava servendo. "Altro?" "Basta così". Prepara il pacchetto, lo consegna. Poi con le pupille a forma di bandiera dei pirati guarda la signora che gli ha dato del cattivo: "E adesso ce stai te, vero?" sfregandosi le mani. "ehm no..." "Sì che ce stai te, dimmenpo' dimmenpo', che volevi?". Nel frattempo mi distraggo perché un altro addetto finisce di servire un cliente e adesso tocca a me. "Chi c'è?" "Io" "O te piji 90 grammi de salame, o niente", indicando una cartata di salame appena tagliato evidentemente per una cliente precedente che ha cambiato idea. "Ehm, vada per i 90 grammi" "Molto bene, molto bene, che altro?" "2 etti di prosciutto, etc etc." "..." "Altro?" "Basta così, grazie". Mentre chiude gli incarti il tizio, finendo di scherzare, mi dice a bassa voce "Grazie (per aver preso il salame già tagliato). Sai, era della signora prima che..." Mentre cerca di finire la frase, parte una voce dall'affettatrice al lato opposto del bancone "AOH! che j'hai dato er salame dell'artro ieri, quello..." e il mio salumiere con il braccio teso verso quell'altro "AOH! GRAZIE, AMICO! Un po' de ca... affari tua no eh?". Me ne vado ridendo da solo e pensando una sola cosa: sono a Roma, sono a Roma, sono a Roma. Non ci si può sbagliare. Porcoggiuda, sono a Roma.
Detto questo sabato sono andato a fare la spesa al super, con la mia solita aspettativa di normale cordiale distacco tra me e i banconisti dei salumi, come in qualsiasi città d'Italia, tipo "buonasera, le consiglio questo prosciutto, vuole assaggiare questo formaggio squisito?". Appena arrivo, stacco il bigliettino, numero 87. Guardo il tabellone e vedo 72. Mi si accappona la pelle, tanto più che sono le 19:45, manca solo un quarto alla chiusura. Eppure lì davanti al bancone ci sono solo 4 persone. Allora uno dei tizi del bancone mi guarda, capisce il mio cruccio e fa "niente numeretti, stamo a chiude, annamo in ordine". Un altro gli fa subito eco: "Sai che c'è invece? Che chiudemo subito, basta così, nnamo a casa che per oggi è finita". Subito una donna vicino a me gli fa: "CATTIVO!". "Cattivo a me?" "Sì, CATTIVO! E' un quarto che sto qua, e mo chiudete? Siete cattivi!" "CATTIVO A ME? Sò disciotto ore che sto qua, se ero cattivo sai che facevo. Pfui! Cattivo a me". E continua a servire chi stava servendo. "Altro?" "Basta così". Prepara il pacchetto, lo consegna. Poi con le pupille a forma di bandiera dei pirati guarda la signora che gli ha dato del cattivo: "E adesso ce stai te, vero?" sfregandosi le mani. "ehm no..." "Sì che ce stai te, dimmenpo' dimmenpo', che volevi?". Nel frattempo mi distraggo perché un altro addetto finisce di servire un cliente e adesso tocca a me. "Chi c'è?" "Io" "O te piji 90 grammi de salame, o niente", indicando una cartata di salame appena tagliato evidentemente per una cliente precedente che ha cambiato idea. "Ehm, vada per i 90 grammi" "Molto bene, molto bene, che altro?" "2 etti di prosciutto, etc etc." "..." "Altro?" "Basta così, grazie". Mentre chiude gli incarti il tizio, finendo di scherzare, mi dice a bassa voce "Grazie (per aver preso il salame già tagliato). Sai, era della signora prima che..." Mentre cerca di finire la frase, parte una voce dall'affettatrice al lato opposto del bancone "AOH! che j'hai dato er salame dell'artro ieri, quello..." e il mio salumiere con il braccio teso verso quell'altro "AOH! GRAZIE, AMICO! Un po' de ca... affari tua no eh?". Me ne vado ridendo da solo e pensando una sola cosa: sono a Roma, sono a Roma, sono a Roma. Non ci si può sbagliare. Porcoggiuda, sono a Roma.
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incredibile legge n. 62 del 7.03.2001, hai qualche problema e non credo di potertelo risolvere. Comunque se in qualche modo
riesci a trovare una qualsiasi forma di periodicità nell'aggiornamento di questo blog, fammelo sapere che mi interesserebbe molto,
sono appasionato di matematica discreta e di serie numeriche strane.

