Venerdì, 9 novembre 2007
Kindness II
Quando ho scritto dei biscotti Gentilini, mi rendevo conto che parlavo di una cosa caratteristica di Roma, ma non più di tanto. Nei commenti si è scatenato un turbinio di emozioni e ricordi, che accomunano un sacco di gente (vedi la più volte citata "Pappetta"). Uno dei commenti però mi ha colpito talmente che lo piazzo qui in prima pagina, perché non puoi perdertelo.
Pablo scrive:
Mamma mia i Gentilini!!! Ho mandato una e-mail qualche mese fa:
"Grazie di accompagnarmi da quaranta anni. Vedere quei biscotti la mattina accanto al latte e caffé è rassicurante e così normale da sempre. Me li ricordo, nel negozio che da oltre ottanta anni fa aveva mio nonno in via del Pigneto, e che poi è stato dei miei genitori. Mi ricordo le latte colorate con quel treno fatto di biscotti. Ricordo le mamme che venivano a comprarne 2 o 3 etti. Mi ricordo che erano buoni come adesso. Adesso piacciono alle mie due bambine perché esistono i biscotti e poi ci sono "I Gentilini". Non conosco persone, a Roma, che pronunciando quel nome non abbiano a fare un cenno come a dire "Beh, i Gentilini sono i Gentilini", e non li considerino come I Migliori. Fanno parte della famiglia, come una vecchia zia che è sempre là. Quando sono in vacanza in qualche regione italiana e mi càpita di essere al supermercato, più di una volta ho sentito questa domanda: "ma i Gentilini non ci sono?" . Ecco, sicuramente sono di Roma anche loro. E' inconcepibile non trovarli sugli scaffali. Un pò mi compiaccio di non trovarli spesso fuori Roma. Sono un pò geloso. Fanno parte della città e dell'essere romani, un pò come il Colosseo o la Bocca della Verità. All' epoca c'erano i tram a cavallo, ora c' è internet, i telefonini e la comunicazione globale. E loro sono sempre là, buoni come quando ogni tanto aprivo quella latta colorata e ne rubavo uno, quasi quaranta anni fa. Grazie ancora e una preghiera: non cambiate mai"
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