Giovedì, 14 settembre 2006
Air
Camminando per Circonvallazione Ostiense, mi imbatto in una serie di alberi tagliati come quello qui di fianco. Il marciapiede in quel punto è un'ecatombe. Ogni albero sano è seguìto da tre alberi tagliati. Una immagine che a me fa stringere il cuore. Dopo aver vissuto a Milano, ho sviluppato un istinto protettivo nei confronti degli alberi. Non riesco a vedere tagliare un albero.
Gli alberi per me sono una cosa preziosa, che va difesa con i denti. Dopo qualche secondo di sbigottimento mi guardo intorno, e vedo che sul lato opposto della strada c'è una batteria serrata di alberi. Guardando in alto, il cielo è completamente oscurato dai rami. E realizzo che semplicemente in quel punto ce ne sono abbastanza di alberi, se non addirittura troppi. Gli alberi che hanno tagliato probabilmente entravano dentro le case. E non contribuivano a fare ombra: anche senza di loro il cielo è quasi completamente coperto. Piano piano cerco di capire l'ottica di Roma: è possibile che in qualche caso sia necessario abbattere un albero. Ce ne sono tantissimi, ce ne sono ovunque. Oltre ai grandi parchi dove ci sono vere e proprie foreste, in giro per qualsiasi marciapiede ne trovi in abbondanza. Poi se esci fuori città, ad esempio vai verso Ostia, trovi vere e proprie foreste impenetrabili. Il verde non manca proprio. Almeno fin dove sono arrivato io, ma ormai ne ho visti di luoghi. Perché questa riflessione? Perché sentivo una persona che diceva che siccome abitiamo in una grande città, l'aria è fortemente inquinata. Io invece credo che a Roma principalmente si respira aria di per sé pulita, che comunque viene ricambiata in continuazione dal Ponentino con l'aria della pineta di Castel Fusano. Adesso vatti a lamentare.
Gli alberi per me sono una cosa preziosa, che va difesa con i denti. Dopo qualche secondo di sbigottimento mi guardo intorno, e vedo che sul lato opposto della strada c'è una batteria serrata di alberi. Guardando in alto, il cielo è completamente oscurato dai rami. E realizzo che semplicemente in quel punto ce ne sono abbastanza di alberi, se non addirittura troppi. Gli alberi che hanno tagliato probabilmente entravano dentro le case. E non contribuivano a fare ombra: anche senza di loro il cielo è quasi completamente coperto. Piano piano cerco di capire l'ottica di Roma: è possibile che in qualche caso sia necessario abbattere un albero. Ce ne sono tantissimi, ce ne sono ovunque. Oltre ai grandi parchi dove ci sono vere e proprie foreste, in giro per qualsiasi marciapiede ne trovi in abbondanza. Poi se esci fuori città, ad esempio vai verso Ostia, trovi vere e proprie foreste impenetrabili. Il verde non manca proprio. Almeno fin dove sono arrivato io, ma ormai ne ho visti di luoghi. Perché questa riflessione? Perché sentivo una persona che diceva che siccome abitiamo in una grande città, l'aria è fortemente inquinata. Io invece credo che a Roma principalmente si respira aria di per sé pulita, che comunque viene ricambiata in continuazione dal Ponentino con l'aria della pineta di Castel Fusano. Adesso vatti a lamentare.
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