Thursday, 28 September 2006
Big Caesars
L'altro giorno c'era "Distretto di Polizia" in TV. Ad un certo punto c'è Ricky Memphis con la pistola in mano e sullo sfondo gli Alberghi della Garbatella. Mi sono ricordato che prima o poi dovrebbero trasmettere una puntata in cui le mie mutande e i miei calzini hanno una parte di tutto rispetto. Detto ciò, volevo solo aggiungere che, se non lo hai ancora capito, "I Cesaroni", l'altra serie che va in onda questo periodo, con Amendola / Fassari / Tortora / E.S.Ricci, è totalmente girato alla Garbatella. Il bar è quello lì, la scuola è quella là, non ho ancora capito invece la di loro casa dove è situata, sempre ammesso che anche quella sia da queste parti.
Thursday, 21 September 2006
Respect
Ieri sera siamo andati a Trastevere, a mangiare da Ivo. Avevo ordinato una pizza, ho resistito per mezz'ora alla tentazione, poi ho ceduto. Ho fermato la cameriera e ho cambiato in corsa: spaghetti alla carbonara. Dopo abbiamo gironzolato un po' tra le viuzze, in mezzo alla gente. Ad un certo punto una tipa inzia ad urlare invettive. Come si fa in questi casi, credendo che si tratti di una matta, fai finta di niente e continui a camminare. "Li mortacci tua, brutta infame, ma hai trovato chi te mette a posto. Te faccio vede io, te faccio vede. Anfame." Piano piano si avvicina, poi apre il portabagagli di una macchina, armeggia, poi lo richiude. Lì capisco che probabilmente non è matta ma ce l'ha con qualcuno di concreto. Poi in seguito si dipana il mistero, è una che ha una bancarella di orecchini e affini. Una commerciante le chiede "Ma chi è?" "E' quella scema der negozio. M'ha detto 'Che c4??0 c'hai da guardà la vetrina." A quel punto medito che io invece di fare tutta quella piazzata avrei semplicemente risposto nella maniera più volgare possibile cosa stavo guardando. E la tipa continua "Sta 'nfame. Va a morì ammazzata, li mortacci tua". Mi sorpassano due ragazzi, che evidentemente commentano l'accaduto: "Aoh, hai sentito? J'ha dato der Lei, j'ha dato!"
Technorati Tags:roma, trastevere
Tuesday, 19 September 2006
Domanda
Scusa se uso un attimo il blog per gli affari miei.
(D'altra parte vorrei vedere te, a trovare ogni giorno un argomento interessante di cui scrivere, vorrei proprio vedere, tutti i santi giorni...)
Mi dici per favore (se lo sai) quale è il limite di velocità sul raccordo?
Dico davvero: non lo so, vorrei saperlo.
Friday, 15 September 2006
Do the mail
Hai presente quando devi parlare con una persona, ma non basta una mail, né una telefonata, devi parlarci a quattr'occhi? Bene, cercavo uno per perlarci di persona, ma non era nella sua stanza. Chiedo ai suoi colleghi dov'è. Mi rispondono torna subito. Allora me ne vado. Torno dopo 20 minuti, mi affaccio, non c'è ancora. Vado via. Torno dopo un quarto d'ora, mi affaccio, tutti mi guardano, lui non c'è ancora. Vado via. Dopo dieci minuti torno all'attacco, io devo parlarci, non mi deve sfuggire. Però mi vergogno a farmi vedere un'altra volta, per cui quando arrivo in prossimità della stanza, mi sporgo lentamente lentamente dal corridoio quanto basta. Ovviamente il tizio non c'è. Allora me ne riparto con decisione e in quel momento incrocio una collega della stanza appena dopo. Che mi guarda e mi fa: "Aoh, ma che ce stai a fà la posta?"
Thursday, 14 September 2006
Air
Camminando per Circonvallazione Ostiense, mi imbatto in una serie di alberi tagliati come quello qui di fianco. Il marciapiede in quel punto è un'ecatombe. Ogni albero sano è seguìto da tre alberi tagliati. Una immagine che a me fa stringere il cuore. Dopo aver vissuto a Milano, ho sviluppato un istinto protettivo nei confronti degli alberi. Non riesco a vedere tagliare un albero.
Gli alberi per me sono una cosa preziosa, che va difesa con i denti. Dopo qualche secondo di sbigottimento mi guardo intorno, e vedo che sul lato opposto della strada c'è una batteria serrata di alberi. Guardando in alto, il cielo è completamente oscurato dai rami. E realizzo che semplicemente in quel punto ce ne sono abbastanza di alberi, se non addirittura troppi. Gli alberi che hanno tagliato probabilmente entravano dentro le case. E non contribuivano a fare ombra: anche senza di loro il cielo è quasi completamente coperto. Piano piano cerco di capire l'ottica di Roma: è possibile che in qualche caso sia necessario abbattere un albero. Ce ne sono tantissimi, ce ne sono ovunque. Oltre ai grandi parchi dove ci sono vere e proprie foreste, in giro per qualsiasi marciapiede ne trovi in abbondanza. Poi se esci fuori città, ad esempio vai verso Ostia, trovi vere e proprie foreste impenetrabili. Il verde non manca proprio. Almeno fin dove sono arrivato io, ma ormai ne ho visti di luoghi. Perché questa riflessione? Perché sentivo una persona che diceva che siccome abitiamo in una grande città, l'aria è fortemente inquinata. Io invece credo che a Roma principalmente si respira aria di per sé pulita, che comunque viene ricambiata in continuazione dal Ponentino con l'aria della pineta di Castel Fusano. Adesso vatti a lamentare.
Gli alberi per me sono una cosa preziosa, che va difesa con i denti. Dopo qualche secondo di sbigottimento mi guardo intorno, e vedo che sul lato opposto della strada c'è una batteria serrata di alberi. Guardando in alto, il cielo è completamente oscurato dai rami. E realizzo che semplicemente in quel punto ce ne sono abbastanza di alberi, se non addirittura troppi. Gli alberi che hanno tagliato probabilmente entravano dentro le case. E non contribuivano a fare ombra: anche senza di loro il cielo è quasi completamente coperto. Piano piano cerco di capire l'ottica di Roma: è possibile che in qualche caso sia necessario abbattere un albero. Ce ne sono tantissimi, ce ne sono ovunque. Oltre ai grandi parchi dove ci sono vere e proprie foreste, in giro per qualsiasi marciapiede ne trovi in abbondanza. Poi se esci fuori città, ad esempio vai verso Ostia, trovi vere e proprie foreste impenetrabili. Il verde non manca proprio. Almeno fin dove sono arrivato io, ma ormai ne ho visti di luoghi. Perché questa riflessione? Perché sentivo una persona che diceva che siccome abitiamo in una grande città, l'aria è fortemente inquinata. Io invece credo che a Roma principalmente si respira aria di per sé pulita, che comunque viene ricambiata in continuazione dal Ponentino con l'aria della pineta di Castel Fusano. Adesso vatti a lamentare. Wednesday, 13 September 2006
Post ermetico
Sarò ungarettiano:
la salsamenteria qua si chiama norcineria.
Friday, 8 September 2006
Amori
I Romani sono più romantici. Sto parlando dei giovanissimi, naturalmente, da grandi è facile essere romantici. Piuttosto noto spesso delle coppiette under 18, che vivono la dimensione della coppia. Voglio dire, non è una cosa inusuale essere fidanzati a 16 o 17 anni, è inusuale a mio modo di vedere a quell'età uscire con la fidanzatina per andare a fare una passeggiata in centro, a prendere un gelato, o fare qualsiasi cosa, al di fuori del branco.
Questo forse (ma forse) si lega con un altro fenomeno che ho notato, e cioè delle dichiarazioni d'amore eterno fatte con la vernice sui muri. Ce n'è una quantità incredibile, una densità sicuramente superiore a quella di qualsiasi città io abbia mai frequentato. Essendo io un vecchio brontolone con uno spiccato spirito civico, non posso che esecrare in ogni modo possibile questa pratica, anche se devo ammettere che quando vedo cose del genere su dei muretti che di per sé sono già orribili, non mi sembra più un reato così grave. Roma è piena di dichiarazioni di amore eterno che magari verranno ripudiate fra un paio di mesi, o sono già obsolete da qualche mese. Io, ad esempio, ogni giorno, mentre percorro il raccordo, non posso fare a meno di chiedermi come siano sistemati oggi Carotina e il suo intrepido baldo spasimante.
Questo forse (ma forse) si lega con un altro fenomeno che ho notato, e cioè delle dichiarazioni d'amore eterno fatte con la vernice sui muri. Ce n'è una quantità incredibile, una densità sicuramente superiore a quella di qualsiasi città io abbia mai frequentato. Essendo io un vecchio brontolone con uno spiccato spirito civico, non posso che esecrare in ogni modo possibile questa pratica, anche se devo ammettere che quando vedo cose del genere su dei muretti che di per sé sono già orribili, non mi sembra più un reato così grave. Roma è piena di dichiarazioni di amore eterno che magari verranno ripudiate fra un paio di mesi, o sono già obsolete da qualche mese. Io, ad esempio, ogni giorno, mentre percorro il raccordo, non posso fare a meno di chiedermi come siano sistemati oggi Carotina e il suo intrepido baldo spasimante.Wednesday, 6 September 2006
Ripiotta
Della piotta ho già parlato al tempo, di come sia una delle poche parole gergali romane che conosco da sempre, e della quale so da sempre il significato. Errore. Scopro adesso che c'è un significato che mi è sempre sfuggito: la "piotta" è anche l'area della testa dove i maschietti ahimé perdono i capelli, che io ho sempre chiamato "piazza".
Esempio "Anvedi quello che piotta che c'ha!".
Vabè, ci siamo capiti.
No, io per ora no.
Tuesday, 5 September 2006
Fuori tema
Non mi sembra di avertelo già detto.
Ok, non te ne frega niente, ma mi avevi detto che quando non ho niente da dire posso anche scrivere qui i fattacci miei, anche andando fuori tema.
E allora eccoti servito.
Poi non venire a lamentarti.
Oggi sono 5 mesi che ho smesso di fumare.
Gasp.
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Io utilizzo sempre e solo Firefox, e ti consiglio di fare lo stesso.
Questo è decisamente un Urban Blog.
E questo indirizzo invece non interessa a nessuno, ma serve per confondere
i robottini degli spammers. Non ti preoccupare se non ci hai capito niente, non farci caso.
Se hai l'impressione che questo blog rappresenti una testata giornalistica e quindi un prodotto editoriale ai sensi della
incredibile legge n. 62 del 7.03.2001, hai qualche problema e non credo di potertelo risolvere. Comunque se in qualche modo
riesci a trovare una qualsiasi forma di periodicità nell'aggiornamento di questo blog, fammelo sapere che mi interesserebbe molto,
sono appasionato di matematica discreta e di serie numeriche strane.


