Tuesday, 31 January 2006
Angels' rest

C'era una volta l'Ente Comunale Consumo. Dicono che si trattasse di un negozietto che vendeva generi alimentari collaterali, come olio, sale, zucchero, aceto e poche altre cose. Dentro c'era una vecchietta, uno ci andava più che altro perché faceva tenerezza. Comunque non ho avuto il piacere di vederlo aperto in questa veste: quando sono arrivato io era chiuso. Avrebbe aperto di lì a poco come osteria di nuova concezione.
Friday, 27 January 2006
Normative
Ieri sera dai Gemelli, mentre aspetto il mio turno, un tipo grande e grosso fa ad un gemello "Aoh! Hai visto che hanno approvato la legge? Mo se t'entra un ladro in casa je poi sparà! Attenzione quindi, attenzione! Mo Sò CCazzi vostri!" e il gemello, mentre taglia una pizza "Aoh, e che vòi da me! Mica vengo a casa tua a rubbà! Io ar massimo te posso avvelenà"
Wednesday, 25 January 2006
Smell of zucchini
Al forno di largo Giovanni Ansaldo sto comprando il pane. "Mi da anche quel pezzo di pizza ripiena per favore?". La commessa con in una mano un sacchetto e nell'altra la pinza, afferra la pizza. Contemporaneamente le chiedo "Che c'è dentro, zucchine?". Lei rigira e osserva la pizza. I bordi sono serrati e non si capisce benissimo cosa c'è dentro. Allora se la porta sotto il naso "*Sniff* *Sniff*. Sì, zucchine!", la mette dentro il sacchetto e me lo consegna con nonchalance. Giuro.
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Tuesday, 24 January 2006
Efficienza
Monday, 23 January 2006
Birds
Sabato sono andato a fare un giro al centro. La prima attività è stata la colazione in piazza d'Ara Coeli al bar che fu teatro del film "Febbre da cavallo", per intenderci quello gestito da Catherine Spaak, giusto per poter dire "io ci sono stato". Appena sono uscito, in un giardinetto di piazza Venezia ho visto un gabbiano che si aggirava con disinvoltura. Ho provato a fotografarlo col telefono, ma non era un soggetto incline alla posa fotografica, per cui il risultato è quello che è.
Questo mi ha fatto ripensare ad altre due cose. La prima è che c'è una coppia di tortore che si aggira sotto casa mia, le vedo spesso sotto la finestra ma non sono ancora riuscito a fotografarle. Ma ce la farò. La seconda riguarda gli stormi di uccelli che si vedono spesso volteggiare sopra l'Eur. Centinaia (migliaia?) di uccelli che volteggiano nel cielo disegnando figure incredibili. Quelle non potrò mai fotografarle. Comunque se vivi a Roma queste cose già le sai. Quindi veniamo al dunque. A Roma puoi vedere aggirarsi una varietà incredibile di uccelli: totore, passeri, corvi, merli, cornacchie, e molti altri che non saprei classificare. Non mi ricordo di aver visto volare a Milano altro che passeri e piccioni.Friday, 20 January 2006
Stereotipi
Wednesday, 18 January 2006
To be able to
Tuesday, 17 January 2006
Twins
1) Un famoso luogo comune dice che se davanti una trattoria ci sono dei camion parcheggiati allora ivi si mangia bene. C'è una pizzeria al taglio che ogni volta che ci vado vi trovo carabinieri, stradini, ausiliari della sosta, netturbini, carpentieri e poliziotti. Ci sarà un motivo. Fanno una pizza che a volte la guardo e per un attimo afferro l'idea di perfezione. Si tratta dei Gemelli, a San Paolo. Non fanno arancini o supplì, fiori di zucca o altro. Solo pizza al taglio. E con una certa disinvoltura: ad una certa ora, un po' prima della chiusura, non trovi più niente. Chi arriva tardi si arrangia. Il sabato è chiuso (la domenica che te lo dico a fa). Potrebbero fare i matti soldi anche il sabato, ma loro tengono chiuso, perché va bene così, non occorre altro.
2) Roma è immensamente grande. Ormai posso dirlo, è un ordine di grandezza superiore a Milano. Dopo tanti anni che sei a Milano puoi veramente avere la sensazione di conoscere tutte le strade, tutti i percorsi e tutti i luoghi notevoli. Roma credo sia impossibile averne una visione completa. Per cui ognuno può padroneggiare diciamo un quarto del territorio. Ad esempio io comincio a conoscere abbastanza (ho detto abbastanza, non bene) il quarto sud di Roma. E un po' San Pietro e Prati, ma non troppo.
3) Il mio amico E. è un profondo conoscitore di Roma. Non è romano, è originario del mio stesso paesello, ma già a 14 anni ha cominciato a frequentare Roma, poi ci è andato per l'università, poi c'è rimasto. Conosce ogni anfratto dell'Urbe, tanto che gli altri nostri amici lo chiamano il "TuttoCittà". Lui abita a Monte Mario, quindi in una zona diametralmente opposta a dove vivo io. Ci incontriamo poche volte l'anno, e mai a Roma. Parlando di pizze, supplì, locali notturni, grattachecche e teatri, gli nomino i Gemelli. Non li conosce. Io penso di avere trovato finalmente una chicca che lui non sa già, il che avvalora la mia ipotesi 2). Poi quando gli spiego un po' dove sono, comincia: "Ahhh, ma per caso è quella sulla piazza prima della fermata della metro di San Paolo, che di lato c'è l'Istituto XY? Mi ci portavano i miei alunni a ricreazione quando insegnavo lì. Come no, eccome se li conosco, eccome". E' inutile, E. conosce ogni anfratto di Roma. E la fama dei Gemelli è maggiore di quanto pensassi.
Wednesday, 11 January 2006
Al mercato

Innanzitutto: l'imitazione che faceva Panariello del tipico macellaio romano è filologicamente corretta. Poi non le posso raccontare tutte, ne racconto una. Arriva una signora di un'altra bancarella. "Ha telefonato la signora XYZ, vole mezzo chilo de filetto a tocchetti per il cane".
Un signore sbotta "Ma nun se po' sentì na cosa così! Er filetto ar cane. Co tutti i bambini che moiono de fame, je da er filetto ar cane. Signò, me deve scusà, ma nun me posso sta zzitto. Er cane che s'o tiene sempre in braccio, c'avrà e zampe artrofizzate ormai. A li tempi mia ar cane je se dava l'avanzi. Robba da matti." E una anziana signora zitta zitta, con pochi denti sparsi in bocca e un cappello molto cool, di lana che arriva fino alle orecchie, borbotta "Er filetto... mortacci sua e der cane."

