Venerdì, 28 ottobre 2005
E non imparo mai
Mi sarà capitato almeno 40 volte, eppura ancora continuo. A dire alla cassiera del supermercato che mi serve un sacchetto. Lei mi guarda sbigottita come se avessi chiesto una tapioco prematurata come se fosse Antani. Poi mi chiede dopo 5 secondi "Le serve una busta?". Si chiama busta, busta busta, si chiama busta, perbacco. E non imparo mai.
Giovedì, 27 ottobre 2005
Microclimi
L'altra sera a cena. Di fronte a me una ragazza che ha vissuto in varie città e da poco si è trasferita a Roma. Non posso esimermi dal farle la domanda
fatidica: "Che cosa ti ha colpito più di tutto di Roma?" "Mah, questo,
quell'altro, bla bla. Ah, e poi una cosa: a Roma piove per quartieri."
Ecco,
avrei voluto dirlo io, ma sono stato battuto sul tempo. A Roma spesso piove
in una zona soltanto. Una volta ero sull'autobus al Testaccio, il cielo era
plumbeo, ma non pioveva. Ad un certo punto la strada è diventata dapprima
bagnata, poi quasi allagata. E non ho visto cadere una goccia di pioggia.
Un'altra volta ero in Prati, arriva una telefonata dalla Laurentina.
"Aoh,
tutto bene?"
"Certo, perché? Qua pioviggina..."
"PIOVIGGINA? Qua c'è stato
il diluvio universale, le strade sono allagate e il traffico è in tilt".
Hai notato anche tu questa cosa, straniero?
fatidica: "Che cosa ti ha colpito più di tutto di Roma?" "Mah, questo,
quell'altro, bla bla. Ah, e poi una cosa: a Roma piove per quartieri."
Ecco,
avrei voluto dirlo io, ma sono stato battuto sul tempo. A Roma spesso piove
in una zona soltanto. Una volta ero sull'autobus al Testaccio, il cielo era
plumbeo, ma non pioveva. Ad un certo punto la strada è diventata dapprima
bagnata, poi quasi allagata. E non ho visto cadere una goccia di pioggia.
Un'altra volta ero in Prati, arriva una telefonata dalla Laurentina.
"Aoh,
tutto bene?"
"Certo, perché? Qua pioviggina..."
"PIOVIGGINA? Qua c'è stato
il diluvio universale, le strade sono allagate e il traffico è in tilt".
Hai notato anche tu questa cosa, straniero?
Martedì, 25 ottobre 2005
The Fast Web
Arrivano i tecnici di Fastweb con un rocchettone di fibra ottica. Iniziano a cablare dentro casa, per poi uscire sul pianerottolo e terminare sul loro armadio nel locale cantine. E finché sono dentro casa mia, tutto bene. Poi escono sul pianerottolo e aprono le borchie di plastica dove passano i cavi sopra la porta della vicina di casa. Che sentendo qualche rumore, apre la porta e si affaccia. "Che succede?". Il tecnico, in cima alla sua scala, fa la battuta: "Niente signò, stiamo distruggendo la casa". La sora Maria ha (mi dicono) circa 95 anni, e immediatamente non afferra la battuta, e non ride, rimane seria. Allora un signore del palazzo puntualizza "Signò, stanno lavorando per mettere il telefono in questa casa, tutto regolare". E il tecnico ci riprova "Magari facciamo qualche danno, je buttiamo giù quarche muro". Stavolta la sora Maria, sempre mantenendo l'espressione seria, risponde al fuoco: "Ah, fate pure, così me lo ripagate. Anzi, mejo, che me lo ripagate per nuovo". L'altro tecnico intanto, con un'altra scala, scoperchia le borchie sopra la porta del terzo appartamento. E ovviamente si apre la porta e spunta il sor Giovanni (che pure ha la sua certa età) con le mani in tasca. La scala ostruisce completamente il passaggio, per cui il tecnico si premura di dire "Che per caso deve passare?" "Ah, no, io devo solo passare il tempo." Dopo poco si apre la porta del quarto appartamento, ed esce fuori l'inquilina, che saluta tutti. Con tutto questo casino ovviamente comincia anche ad affacciarsi qualcuno del secondo piano, che chiede che cosa, come e perché. Ad un certo punto ci sono 12 persone impegnate in un dibattito sulla tromba delle scale, chi parla di dettagli tecnici sui segnali su fibra, chi parla della cacca dei piccioni sulle scale esterne che non se ne può più, chi fuma e chi litiga perché, il perché ormai non se lo ricorda neanche più. Io sono lì, che cerco di tirare fuori una morale da tutto ciò. Che più o meno è: se sei Diabolik, o se sei un agente dei servizi segreti, se sei insomma qualcuno che ha qualcosa della propria vita da tenere nascosto al mondo, non dovresti abitare alla Garbatella.
Venerdì, 21 ottobre 2005
Flowers
E finalmente si ricomincia a trasmettere dalla Garbatella.
Allora, capita che io e la mia signora siamo in macchina e dobbiamo lasciare delle borse a casa, senza fermarci. Ovviamente non si trova un parcheggio vicino, quindi adottiamo la seguente strategia: io scendo di corsa con le borse, le porto a casa e torno, mentre lei mi aspetta in macchina ferma sulla vietta, nella speranza che nei 60 secondi che mi ci vogliono non arrivi nessuna macchina. Altrimenti lei fa il giro dell'isolato e ritorna allo stesso posto. Uno schema ormai consolidato. Scendo con le borse, e entro nel lotto correndo come un pazzo. Ma è inutile: appena inforco il viottolo trovo in mezzo alla strada una vecchietta che subito mi apostrofa: "Visto che belli i fiori?". Freno inchiodando, e mi giro a destra. C'è una pianta alta circa tre metri, con un centinaio di fiori bianchi a campana (non posso essere più preciso, la botanica è una materia che non afferro proprio). "Belli, sì, molto". Io non sono capace di scappare via quando la gente mi parla, e tantomeno di spiegare perché vado di corsa. Quindi lei continua: "Invece di là non crescono, non si capisce, io li innaffio sempre, ma niente". Io penso "?" e rispondo "Eh, pazienza, forse con un po' di tempo...". Lei continua a borbottare qualcosa, mentre io riesco a salutare e piano piano riprendere la corsa. Lascio le borse a casa e torno sulla via, ma ovviamente mia moglie ha dovuto fare il giro. Quando torna, salgo in macchina e le dico:
"Sai? Mi ha fermato una vecchietta, e mi ha parlato dei fio..."
"Ah, come no, la sora Magda! Un classico."
"? ...dei fiori e mi stava dicendo che dall'altra parte invece..."
"E come no? Lei rosica perché dal lato suo (e nostro) della casa non crescono. Questa cosa va avanti da sempre. Sai quante volte ancora ti rifarà questo discorsetto?"
Mi strizza l'occhio e ingrana la prima. Lei conosce il territorio, io sto studiando, sono ancora al primo anno.
Allora, capita che io e la mia signora siamo in macchina e dobbiamo lasciare delle borse a casa, senza fermarci. Ovviamente non si trova un parcheggio vicino, quindi adottiamo la seguente strategia: io scendo di corsa con le borse, le porto a casa e torno, mentre lei mi aspetta in macchina ferma sulla vietta, nella speranza che nei 60 secondi che mi ci vogliono non arrivi nessuna macchina. Altrimenti lei fa il giro dell'isolato e ritorna allo stesso posto. Uno schema ormai consolidato. Scendo con le borse, e entro nel lotto correndo come un pazzo. Ma è inutile: appena inforco il viottolo trovo in mezzo alla strada una vecchietta che subito mi apostrofa: "Visto che belli i fiori?". Freno inchiodando, e mi giro a destra. C'è una pianta alta circa tre metri, con un centinaio di fiori bianchi a campana (non posso essere più preciso, la botanica è una materia che non afferro proprio). "Belli, sì, molto". Io non sono capace di scappare via quando la gente mi parla, e tantomeno di spiegare perché vado di corsa. Quindi lei continua: "Invece di là non crescono, non si capisce, io li innaffio sempre, ma niente". Io penso "?" e rispondo "Eh, pazienza, forse con un po' di tempo...". Lei continua a borbottare qualcosa, mentre io riesco a salutare e piano piano riprendere la corsa. Lascio le borse a casa e torno sulla via, ma ovviamente mia moglie ha dovuto fare il giro. Quando torna, salgo in macchina e le dico:
"Sai? Mi ha fermato una vecchietta, e mi ha parlato dei fio..."
"Ah, come no, la sora Magda! Un classico."
"? ...dei fiori e mi stava dicendo che dall'altra parte invece..."
"E come no? Lei rosica perché dal lato suo (e nostro) della casa non crescono. Questa cosa va avanti da sempre. Sai quante volte ancora ti rifarà questo discorsetto?"
Mi strizza l'occhio e ingrana la prima. Lei conosce il territorio, io sto studiando, sono ancora al primo anno.
Domenica, 16 ottobre 2005
Back again
Rieccomi qua. E' andato tutto bene, è stato tutto bellissimo, perfino il tempo è stato clemente e la giornata era splendida. Qualche particolare: Santa Sabina all'Aventino, 11:30, Rolls Royce bianca, Casale Tea sull'Appia Antica, crociera sul Mediterraneo. Ma torniamo a Roma. Mentre percorrevamo l'Appia Pignatelli in orario uscita scuole, c'erano gruppetti di ragazzi che appena ci vedevano dicevano "Aoh, guarda gli sposi! VIVA GLI SPOSI!". Sono cose che fanno piacere, ora lo so. La prossima volta che incontro una macchina con gli sposi dentro mi attacco al clacson, prometto. Ad un certo punto incrociamo un camion dei vigili del fuoco in direzione opposta, e appena ci vedono cominciano a suonare il clacson e ad urlare. A quel punto, l'autista della nostra macchina, che era rimasto sempre zitto e pieno di sussiego, apre la bocca e fa "Aoh, pure i pompieri ve soneno er claccheson, anvedi". Anche queste son cose.Un sentito ringraziamento a tutti coloro che qui hanno fatto auguri di ogni tipo. Rispondo a qualche domanda.
Maxime: niente addio al celibato, non ho l'età.
Vic: se ho sposato una romana da N generazioni? Ma che domanda, suvvia!
Elisa: niente di notevole. I romani erano preoccupati che qualcuno la buttasse a stornelli romaneschi. I non romani invece avrebbero accolto con simpatia una manifestazione del genere.
Gaspar: fosse per me metterei tutto su flickr ma la mia signora, oltre che essere timidissima, difende strenuamente la sua privacy, per cui non mi sembra il caso.
Marko: hanno detto che la giornata l'abbiamo prenotata, visto anche il clima dei giorni seguenti.
Barbara: come avrai capito, evito il più possibile di andare off-topic qui, quindi ho preferito non intraprendere la cronaca dei preparativi.
Ma allora, perché fare un post con questi argomenti?
Perché ho finalmente l'occasione per rispondere ad una domanda che in molti si saranno posti, e cioè: per quale motivo al mondo io sono finito a Roma?
La risposta è: per amore.
(Pagina 1 di 1, in totale 5 notizie)
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i cui dettagli trovi qui.
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Questo è decisamente un Urban Blog.
E questo indirizzo invece non interessa a nessuno, ma serve per confondere
i robottini degli spammers. Non ti preoccupare se non ci hai capito niente, non farci caso.
Se hai l'impressione che questo blog rappresenti una testata giornalistica e quindi un prodotto editoriale ai sensi della
incredibile legge n. 62 del 7.03.2001, hai qualche problema e non credo di potertelo risolvere. Comunque se in qualche modo
riesci a trovare una qualsiasi forma di periodicità nell'aggiornamento di questo blog, fammelo sapere che mi interesserebbe molto,
sono appasionato di matematica discreta e di serie numeriche strane.

