Giovedì, 18 agosto 2005
Pausa nella pausa
Max, era max
più tranquillo che mai
la sua lucidità
(Paolo Conte)
Il mio amico Max possiede un piccolo bar sulla riviera adriatica. Vado spesso a trascorrere un po' di tempo da lui. Che ogni tanto passa di qui a leggere. Lui ha la tendenza a semplificare le cose. A volte troppo, a volte giustamente.
Mentre agita la pinza che usa per prendere le pizzette, spiega.
"Vedi Garba, in tanti anni che faccio questo lavoro, ho imparato alcune semplici cose. Ad esempio, guarda lì le pizzette. Sono bianche o rosse. Quando viene un milanese a chiedermi una pizzetta, vuole quella rossa. Sicuro. Se volesse quella bianca, mi chiederebbe una focaccia."
In quel momento arriva un tizio che con accento nordico chiede:
"Mi dà una pizzetta per favore?"
"Certo"
Con fare deciso Max prende una pizzetta rossa e gliela porge. Il tizio paga e va via soddisfatto.
"Visto? io le prime volte che mi chiedevano una pizzetta, chiedevo: "Rossa?" e loro "Certo" con una faccia che significava "Chiaro che rossa, che razza di domanda!" Poi ho imparato."
Nel mentre si avvicina un signore che tiene per mano una bambina prescolare. Molto timidamente chiede
"...scusi... le sono rimaste le focacce?"
"Certo. Ne vuole una?"
"Sì grazie".
Senza esitazione Max prende una pizzetta bianca e gliela porge strizzandomi l'occhio, soddisfatto della sua dimostrazione.
Niente, passavo di qua e mi sembrava doveroso salutare.
Adesso torno al mare.
Mentre agita la pinza che usa per prendere le pizzette, spiega.
"Vedi Garba, in tanti anni che faccio questo lavoro, ho imparato alcune semplici cose. Ad esempio, guarda lì le pizzette. Sono bianche o rosse. Quando viene un milanese a chiedermi una pizzetta, vuole quella rossa. Sicuro. Se volesse quella bianca, mi chiederebbe una focaccia."
In quel momento arriva un tizio che con accento nordico chiede:
"Mi dà una pizzetta per favore?"
"Certo"
Con fare deciso Max prende una pizzetta rossa e gliela porge. Il tizio paga e va via soddisfatto.
"Visto? io le prime volte che mi chiedevano una pizzetta, chiedevo: "Rossa?" e loro "Certo" con una faccia che significava "Chiaro che rossa, che razza di domanda!" Poi ho imparato."
Nel mentre si avvicina un signore che tiene per mano una bambina prescolare. Molto timidamente chiede
"...scusi... le sono rimaste le focacce?"
"Certo. Ne vuole una?"
"Sì grazie".
Senza esitazione Max prende una pizzetta bianca e gliela porge strizzandomi l'occhio, soddisfatto della sua dimostrazione.
Niente, passavo di qua e mi sembrava doveroso salutare.
Adesso torno al mare.
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sono appasionato di matematica discreta e di serie numeriche strane.

