Mercoledì, 13 luglio 2005
Chains
Ok, a defilarsi sempre si fa anche la figura del cafone, per cui rispondo al gentile invito, così
potrò deludere un po' coloro che pensano che io sia un espertone di cucina. Non lo sono.
1-Il tuo primo ricordo di te stesso cucinando?
Io in persona cucinando? In casa di un mio amico tentando di preparare una pasta aio oio
peperoncino per una decina di persone. A notte fonda. Età liceale.
2-Chi ha influenzato di più il tuo stile culinario?
Mia madre. Dopodiché mio padre, che ha le sue idee in proposito e le porta avanti con decisione.
3- Possiedi del materiale fotografico che possa provare un interesse precoce per il mondo
culinario? Te la senti di farcelo vedere?
No. Perché non ho avuto un interesse precoce per la cucina. Io credo che l'interesse per la cucina
sia una cosa che matura con l'età. Ma forse è solo il caso mio.
4- Hai qualche fobia culinaria? Un qualche piatto che solo a pensarci ti viene il sudore?
Potrei morire di fame piuttosto che mangiare i pomodori crudi. Davvero.
5- Il gadget in cucina che funziona meglio / quello che ti ha deluso di più?
Passo.
6- Un abbinamento cibario strano
L'insalata con i pezzi di frutta dentro (mele o pere). Piuttosto che chiamarla insalata con pezzi
di frutta, preferisco chiamarla macedonia con pezzi di lattuga e olio.
7- Quali sono le tre cose commestibili senza le quali non potresti vivere?
Pasta, Pomodoro (non c'è contraddizione, davvero), Pane
8- Tre domandine al volo
Il mio gelato preferito:
Non c'è, dipende dalla gelateria: in una la stracciatella, in un'altra la nocciola, etc.
Non mangerei mai:
L'ho già detto, pomodori crudi. Se avessi solo quelli, cercherei di scottarli con un accendino, un
lanciafiamme, la testata del motore della macchina. Cercherei in tutti i modi di cuocerli.
Il mio piatto/firma (ne metto due)
- Risotto alla milanese. Non sto scherzando. Lo so fare davvero. E bene.
- Spaghetti alla carbonara. Sono imbattibile. O meglio, lo credevo, fino a che non sono andato da
Sergio a Trastevere.
Adesso non sono più così sicuro.
Update: tutto comincia da qui.
potrò deludere un po' coloro che pensano che io sia un espertone di cucina. Non lo sono.
1-Il tuo primo ricordo di te stesso cucinando?
Io in persona cucinando? In casa di un mio amico tentando di preparare una pasta aio oio
peperoncino per una decina di persone. A notte fonda. Età liceale.
2-Chi ha influenzato di più il tuo stile culinario?
Mia madre. Dopodiché mio padre, che ha le sue idee in proposito e le porta avanti con decisione.
3- Possiedi del materiale fotografico che possa provare un interesse precoce per il mondo
culinario? Te la senti di farcelo vedere?
No. Perché non ho avuto un interesse precoce per la cucina. Io credo che l'interesse per la cucina
sia una cosa che matura con l'età. Ma forse è solo il caso mio.
4- Hai qualche fobia culinaria? Un qualche piatto che solo a pensarci ti viene il sudore?
Potrei morire di fame piuttosto che mangiare i pomodori crudi. Davvero.
5- Il gadget in cucina che funziona meglio / quello che ti ha deluso di più?
Passo.
6- Un abbinamento cibario strano
L'insalata con i pezzi di frutta dentro (mele o pere). Piuttosto che chiamarla insalata con pezzi
di frutta, preferisco chiamarla macedonia con pezzi di lattuga e olio.
7- Quali sono le tre cose commestibili senza le quali non potresti vivere?
Pasta, Pomodoro (non c'è contraddizione, davvero), Pane
8- Tre domandine al volo
Il mio gelato preferito:
Non c'è, dipende dalla gelateria: in una la stracciatella, in un'altra la nocciola, etc.
Non mangerei mai:
L'ho già detto, pomodori crudi. Se avessi solo quelli, cercherei di scottarli con un accendino, un
lanciafiamme, la testata del motore della macchina. Cercherei in tutti i modi di cuocerli.
Il mio piatto/firma (ne metto due)
- Risotto alla milanese. Non sto scherzando. Lo so fare davvero. E bene.
- Spaghetti alla carbonara. Sono imbattibile. O meglio, lo credevo, fino a che non sono andato da
Sergio a Trastevere.
Adesso non sono più così sicuro.
Update: tutto comincia da qui.
Martedì, 12 luglio 2005
User Contributed
Un lettore affezionato, il cui nome non cito per via del DLG 196/03 (già legge 675/96), non avendo ricevuto il consenso, mi invia un simpatico avviso trovato su un distributore automatico di biglietti alla fermata della metro Ponte Lungo. Sperando di farti cosa gradita, lo pubblico.
Tra l'altro, mi era già capitato di vederne uno simile su un distributore di bibite alla Piramide, dove c'era scritto a pennarello sulla macchinetta più o meno così: "Attenzione! sta macchina frega i soldi, non ce li mettete. Usate quella a sinistra". Bisogna ammettere che i romani pensano al prossimo, più di quanto non si creda.
Tra l'altro, mi era già capitato di vederne uno simile su un distributore di bibite alla Piramide, dove c'era scritto a pennarello sulla macchinetta più o meno così: "Attenzione! sta macchina frega i soldi, non ce li mettete. Usate quella a sinistra". Bisogna ammettere che i romani pensano al prossimo, più di quanto non si creda.
Lunedì, 11 luglio 2005
Charlotte Sometimes
C'è una fontana che gli abitanti della Garbatella chiamano per nome.
"Andiamo a bere da Carlotta" oppure più formalmente "Andiamo a bere a la Carlotta".
E' una perla nascosta di questo quartiere. Non ci finisci per caso. Si trova in un angolo di una piazzetta sulla quale arrivano due stradelle a senso unico, e ne esce una a senso unico. La quarta è un viottolo che entra in un lotto. Se passi con la macchina non la noti. Ma è uno dei simboli di Garbante, chiunque la conosce bene. Ha la forma di una testa di donna, con lunghi capelli. I maltrattamenti, gli anni e gli agenti atmosferici hanno lasciato il segno, smussandone i lineamenti. Ma la personalità è tutta lì, e forse anche l'anima. Di fianco c'è una splendida scalinata che prima o poi percorrerò per vedere cosa c'è in cima. Dammi tempo.
"Andiamo a bere da Carlotta" oppure più formalmente "Andiamo a bere a la Carlotta".
E' una perla nascosta di questo quartiere. Non ci finisci per caso. Si trova in un angolo di una piazzetta sulla quale arrivano due stradelle a senso unico, e ne esce una a senso unico. La quarta è un viottolo che entra in un lotto. Se passi con la macchina non la noti. Ma è uno dei simboli di Garbante, chiunque la conosce bene. Ha la forma di una testa di donna, con lunghi capelli. I maltrattamenti, gli anni e gli agenti atmosferici hanno lasciato il segno, smussandone i lineamenti. Ma la personalità è tutta lì, e forse anche l'anima. Di fianco c'è una splendida scalinata che prima o poi percorrerò per vedere cosa c'è in cima. Dammi tempo.
Ma tutto questo perché? Perché ieri ho sentito questa:
"Il giorno che tu fija se sposa e se ne va, caro mio, come piangerai!"
"Ma che dici? (scherzando) Non vedo l'ora, così se sta più larghi in casa"
"Seee, già m'oo vedo! Piangerai tante di quelle lacrime che manco Carlotta"
Venerdì, 8 luglio 2005
Silenzio
Oggi non è la giornata giusta per fare il solito post, come non lo era ieri. Dico solo che in metropolitana c'era poca gente rispetto al solito, ma questo potrebbe essere perché sono uscito molto più presto del solito. La cosa veramente insolita invece era il silenzio che c'era. Non parlava nessuno. Io non sono il tipo che si lascia spaventare, però oggi per la prima volta ho pensato quale sarà il momento migliore per uscire dall'ufficio, dato che per forza devo prendere la metropolitana.
Sono un po' preoccupato.
Sono un po' preoccupato.
Mercoledì, 6 luglio 2005
Esistono
Pensavo fosse una invenzione di Sabina Guzzanti, invece esistono davvero.
Due darkette, piccole e cicciottelle, con un sacco di ferraglia sul volto, chiacchierano nella metro.
"Ccioè ddecevoo, con lui c'ho un rapporto veramente un sacco platonico. Ccioè ccapito? Quando sto co lui, sento veramente d'avecce la metà"
Due darkette, piccole e cicciottelle, con un sacco di ferraglia sul volto, chiacchierano nella metro.
"Ccioè ddecevoo, con lui c'ho un rapporto veramente un sacco platonico. Ccioè ccapito? Quando sto co lui, sento veramente d'avecce la metà"
Martedì, 5 luglio 2005
Tutti sulla Casilina!
Ho evitato di parlare della canzone "Quando i romani fanno aoh", nonostante molti piovessero qui da Google cercandola, perché non mi sembrava sta grande idea.
Ma quest'altra è veramente splendida, non posso esimermi.
Ma quest'altra è veramente splendida, non posso esimermi.
update: siccome è stata linkata da un sito piuttosto trafficato, e siccome la banda mia è limitata, sono costretto a toglierla finché non riesco a far funzionare l'hotlink protection.
Non posso permettermi di finire la banda a disposizione 20 giorni prima della fine del mese, per una canzoncina. Sorry. Io la banda la pago.
update2: Procionegobbo gentilmente ci segnala che la si può trovare sul sito di RadioGlobo, da dove è nata
Non posso permettermi di finire la banda a disposizione 20 giorni prima della fine del mese, per una canzoncina. Sorry. Io la banda la pago.
update2: Procionegobbo gentilmente ci segnala che la si può trovare sul sito di RadioGlobo, da dove è nata
Lunedì, 4 luglio 2005
Ariccia 2.0-STABLE
Ovvero: pensavo di sapere già tutto, e invece...
L' Appia Nuova, il sabato sera, è la via della perdizione. E' piena in tutti e due i sensi: da un lato c'è il popolo dei castelli che va a Roma a Fiesta!, dall'altro c'è il popolo di Roma che va a magnà a li castelli. Noi (che apparteniamo alla seconda corrente) stiamo andando alla Selvotta.
"Otto e mezza, è l'ora giusta, troveremo da sederci. Viecce un po' mezzora dopo, vojo vede se te siedi.".
E' un posto particolare, trattasi di una baracca immersa in un boschetto di alberi. Ci sono delle lunghe tavole di legno con delle lunghe panche per sedersi. Ci sediamo, viene il ragazzo a prendere le ordinazioni "Bucatini all'amatriciana per 4, e due bottiglie di Romanella". Poi due vanno a fare la fila. Perché per i secondi bisogna fare una fila indipendente dal resto. Siccome la cosa è lunga, ci diamo continuamente il cambio, e quando arrivano i bucatini i cambi diventano frenetici per fare in modo che si continui a fare la fila e nel frattempo si mangino i bucatini. Quando arriviamo al bancone mi rendo veramente conto di dove sono capitato. Praticamente un negozio di alimentari a tutti gli effetti. Tocca a noi. "Mezzo chilo di porchetta, un piatto di olive, 3 etti di prosciutto, 4 salsiccette, una mozzarella (da mezzo chilo, n.d.r.), un po' di formaggi, carciofi e funghetti. E mezza fila di pane." Dico solo che la mezza fila di pane era da un chilo. Ci incartano tutto, paghiamo e ci rechiamo al tavolo. E se magna. Mentre i miei commensali si avventano sulla porchetta, io mi guardo intorno. I tavoli sono tutti pieni, famiglie con ragazzini al seguito, gruppetti come il nostro, tavolate di amici. Dietro di noi uno s'è portato la chitarra, e comincia a suonarla. Dopo qualche minuto di Satisfaction, qualche canzone italiana da gita scolastica, inizia a fare sul serio: attacca la società dei magnacciò. E come per magia, tutta la Selvotta si unisce a cantare "Ce piaciono i polli, l'abbacchio e le galline, perché sò senza spine e non sò come er baccalà". Qualcuno azzarda il controcanto sulla terza (Do-->Mi). La Romanella scorre a fiumi e i bambini si tirano i pezzi di pane da un tavolo all'altro. Quando ci alziamo per andare via fa decisamente fresco, che in questi giorni è una sensazione rara, il fegato grida vendetta (altro che Vasco Rossi), bisogna andare a fare una passeggiata al centro di Ariccia per smaltire. Mentre andiamo verso la macchina, la musica si affievolisce piano piano "E quanno er vino mbè, c'ariva ar gozzo mbè, ar gargarozzo mbè, ce fa 'n figozzo mbè". Una serata splendida, una di quelle in cui ti rendi conto che un certo folklore non morirà mai mai mai.
In macchina:
Lui: "Ammazza quanto sò pieno, domani ar mare diggiuno!"
Lei: "Ma che stai a dì? M'hai fatto preparà i panini, e mò t'ii magni!"
Lui: "E se io n'ii vojo?"
Morale: lui n'ii vole, però s'ii magna
L' Appia Nuova, il sabato sera, è la via della perdizione. E' piena in tutti e due i sensi: da un lato c'è il popolo dei castelli che va a Roma a Fiesta!, dall'altro c'è il popolo di Roma che va a magnà a li castelli. Noi (che apparteniamo alla seconda corrente) stiamo andando alla Selvotta.
"Otto e mezza, è l'ora giusta, troveremo da sederci. Viecce un po' mezzora dopo, vojo vede se te siedi.".
E' un posto particolare, trattasi di una baracca immersa in un boschetto di alberi. Ci sono delle lunghe tavole di legno con delle lunghe panche per sedersi. Ci sediamo, viene il ragazzo a prendere le ordinazioni "Bucatini all'amatriciana per 4, e due bottiglie di Romanella". Poi due vanno a fare la fila. Perché per i secondi bisogna fare una fila indipendente dal resto. Siccome la cosa è lunga, ci diamo continuamente il cambio, e quando arrivano i bucatini i cambi diventano frenetici per fare in modo che si continui a fare la fila e nel frattempo si mangino i bucatini. Quando arriviamo al bancone mi rendo veramente conto di dove sono capitato. Praticamente un negozio di alimentari a tutti gli effetti. Tocca a noi. "Mezzo chilo di porchetta, un piatto di olive, 3 etti di prosciutto, 4 salsiccette, una mozzarella (da mezzo chilo, n.d.r.), un po' di formaggi, carciofi e funghetti. E mezza fila di pane." Dico solo che la mezza fila di pane era da un chilo. Ci incartano tutto, paghiamo e ci rechiamo al tavolo. E se magna. Mentre i miei commensali si avventano sulla porchetta, io mi guardo intorno. I tavoli sono tutti pieni, famiglie con ragazzini al seguito, gruppetti come il nostro, tavolate di amici. Dietro di noi uno s'è portato la chitarra, e comincia a suonarla. Dopo qualche minuto di Satisfaction, qualche canzone italiana da gita scolastica, inizia a fare sul serio: attacca la società dei magnacciò. E come per magia, tutta la Selvotta si unisce a cantare "Ce piaciono i polli, l'abbacchio e le galline, perché sò senza spine e non sò come er baccalà". Qualcuno azzarda il controcanto sulla terza (Do-->Mi). La Romanella scorre a fiumi e i bambini si tirano i pezzi di pane da un tavolo all'altro. Quando ci alziamo per andare via fa decisamente fresco, che in questi giorni è una sensazione rara, il fegato grida vendetta (altro che Vasco Rossi), bisogna andare a fare una passeggiata al centro di Ariccia per smaltire. Mentre andiamo verso la macchina, la musica si affievolisce piano piano "E quanno er vino mbè, c'ariva ar gozzo mbè, ar gargarozzo mbè, ce fa 'n figozzo mbè". Una serata splendida, una di quelle in cui ti rendi conto che un certo folklore non morirà mai mai mai.
In macchina:
Lui: "Ammazza quanto sò pieno, domani ar mare diggiuno!"
Lei: "Ma che stai a dì? M'hai fatto preparà i panini, e mò t'ii magni!"
Lui: "E se io n'ii vojo?"
Morale: lui n'ii vole, però s'ii magna
Venerdì, 1 luglio 2005
Robbers
Parlando: "...e poi alla fine l'ho comprato il materasso. Mi ha fatto un buon prezzo. Pensa che l'avevo visto identico in un negozio, a 980 euro, e i cuscini venivano 60 euro cadauno."
"Eh? Ma che per caso c'haveva un bozzo sotto la giacca vicino all'ascella? Che t'ha fatto entrà co le mani in alto?"
"Eh? Ma che per caso c'haveva un bozzo sotto la giacca vicino all'ascella? Che t'ha fatto entrà co le mani in alto?"
Camminando
Una macchina attraversa l'incrocio ma si ferma in mezzo perché davanti stanno attraversando le persone. Un tizio da destra col camioncino è costretto a frenare, poi mette la prima e riparte, e nel frattempo si sporge dal finestrino e dice alla tipa della macchina
"E alòra, pirla, che k#@!! fai?"
Non è vero, sto scherzando.
Le dice con voce forte e chiara, scandendo bene le parole, ma senza urlare:
"LI"
"MORTACCI"
"TUA."
"E alòra, pirla, che k#@!! fai?"
Non è vero, sto scherzando.
Le dice con voce forte e chiara, scandendo bene le parole, ma senza urlare:
"LI"
"MORTACCI"
"TUA."
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Io utilizzo sempre e solo Firefox, e ti consiglio di fare lo stesso.
Questo è decisamente un Urban Blog.
E questo indirizzo invece non interessa a nessuno, ma serve per confondere
i robottini degli spammers. Non ti preoccupare se non ci hai capito niente, non farci caso.
Se hai l'impressione che questo blog rappresenti una testata giornalistica e quindi un prodotto editoriale ai sensi della
incredibile legge n. 62 del 7.03.2001, hai qualche problema e non credo di potertelo risolvere. Comunque se in qualche modo
riesci a trovare una qualsiasi forma di periodicità nell'aggiornamento di questo blog, fammelo sapere che mi interesserebbe molto,
sono appasionato di matematica discreta e di serie numeriche strane.


