Wednesday, 27 July 2005
Taxi driver
Mi hanno chiesto più volte di raccontare l'universo taxistico di Roma. Ma c'è un problema: io da quando vivo a Roma non ho mai più preso un taxi (a Roma). L'ultima volta che l'ho fatto è stato due anni fa. Ricordo troppo sfumato. Comunque una mia carissima amica di Milano (che trovi talvolta nei commenti col nick Dandelion) mi ha raccontato la sua esperienza, che risale a qualche settimana fa. Pubblico con il suo consenso
"L'inizio della mia gitarella romana di un giorno non poteva essere più divertente. Scorrazzata da Fiumicino a Villa Borghese da un taxista in pieno ardore calcistico, mi divertivo oltremodo ascoltando Rete Sport, radio romanista in cui Marione, a quanto pare mitico capo ultrà giallorosso, a botte di "ccioè, incredibbile!" e "Pperché, Totti, ahò, se ne deve annà, mica pò restà co' sta cosa... ma tte pare che la Lega, ahò, co' Galliani che... però pure Totti, ccioè...", si lanciava in una straordinaria analisi politico-economica della sentenza che impone a Totti di pagare non so quale cifra al suo ex procuratore (ma questo l'ho scoperto leggendo il giornale).
Intanto il mio taxista permaneva sulla corsia di sorpasso e nel frattempo combinava le corse per lo zio - "a zzì, glie devi telefonà a qquesto, devi annà tu, perché io c'ho da fà, sto lontano... si zzì, no pperché sai, ho ssaputo che gli abbusivi mo' possono entrà ner centro, bbasta che dicono 'ndo vanno e quanto stanno..." -, rispondeva all'amico - "mo' quello se sveja alla domenica sera, vòle uscì, c'annamo a (s)cena..." -, mi indicava le attrazioni turistiche romane - "questo qquà è il (s)circo massimo, sa quello der film Ben Hur... e llà è l'Ara Pacis, che piace tanto ai giapponesi..." -, mi esponeva i suoi dubbi sull'educazione dei figli - "mah, c'ho du regazzini, a me m'hanno cresciuto rigido, ma penzo che a lloro glie devo lascià più spazio, sa, pe' ggènte come noi di ceto medio bbasso me sà che bisogna esse un po' senza scrupolo sennò te mettono i piedi in testa".
Beh, insomma, uno spassosissimo bagno di romanità al costo di 45 euro, fortuna che paga l'azienda, altrimenti che dolori di pancia...
Friday, 22 July 2005
Noantri
Ieri sera ho toccato forse una delle punte più alte della romanità: la Festa de Noantri, a Trastevere. Una immersione totale. La cosa che mi ha colpito di più era la chiesa di S. Agata aperta e illuminata di sera, mentre nella piazza davanti c'era uno spettacolo con tanto di palcoscenico e amplificazione. Una festa che mescola il sacro con il profano, e quindi una festa sentita e radicata nell'anima della popolazione. Capisci subito che non è una roba inventata per i turisti, e lo capisci anche dalla relativa assenza di questi ultimi.
Ma andiamo con ordine. Mangio da Frontoni, pizza prosciutto e melanzane cotte, con spennellata d'olio, già sai. Poi dentro i vicoli. Tutti i ristoranti pieni, traffico pedonale sostenuto. Lo spettacolo di cui dicevo prima è condotto da due tizi, un Lando Fiorini under 40, e una Gabriella Ferri under 40, più un terzo alla musica. Cantano un po' di cose romanesche, ed io sono l'unico degli astanti che non canticchia. Tra un pezzo e l'altro una gag. Poi annunciano che faranno anche "Er Barcarolo", ma fra un po'. Non aspettiamo e ci immergiamo nella folla, arrivando ad un crocicchio, dove c'è una quantità di persone che stanno assistendo ad un altro spettacolino. Due ragazzi ed una ragazza che fanno canzoni romanesche, gag, recitano poesie di Belli e Trilussa. La loro dotazione è una chitarra e un piattino per raccogliere i soldi. Bravissimi e simpaticissimi.
Mi guardo intorno. Tutti canticchiano (pure io). Nessun giapponese, nessun tedesco, nessun australiano. Ragazze con jeans vita bassa e panza di fuori vicino a signore in ciabatte con la panza e basta. Quando si fa una certa, ed è ora di andare, arriviamo nel quartier generale delle bancarelle. La porchetta la fa da padrona, con tanto di lotteria il cui premio è una porchetta gigante. Ma qui succede l'inevitabile: c'è la bancarella che vende i CD con gli stornelli.
Allora, devi sapere che la bancarella con i CD di stornelli romaneschi l'ho incrociata almeno 10 volte nei miei itinerari a Roma. Ma ho sempre resistito alla tentazione.
Ieri sera ho gettato la spugna e l'ho comprato.
Sì, esatto, ho comprato il CD di stornelli romaneschi che mi perseguita da circa un anno.
Per cui prossimamente potrebbe accadere che in ufficio, mentre la collega ascolta in cuffietta Nick Cave o Leonard Cohen, io ascolti in cuffietta gli stornelli FiorDeQualcosa.
Ma andiamo con ordine. Mangio da Frontoni, pizza prosciutto e melanzane cotte, con spennellata d'olio, già sai. Poi dentro i vicoli. Tutti i ristoranti pieni, traffico pedonale sostenuto. Lo spettacolo di cui dicevo prima è condotto da due tizi, un Lando Fiorini under 40, e una Gabriella Ferri under 40, più un terzo alla musica. Cantano un po' di cose romanesche, ed io sono l'unico degli astanti che non canticchia. Tra un pezzo e l'altro una gag. Poi annunciano che faranno anche "Er Barcarolo", ma fra un po'. Non aspettiamo e ci immergiamo nella folla, arrivando ad un crocicchio, dove c'è una quantità di persone che stanno assistendo ad un altro spettacolino. Due ragazzi ed una ragazza che fanno canzoni romanesche, gag, recitano poesie di Belli e Trilussa. La loro dotazione è una chitarra e un piattino per raccogliere i soldi. Bravissimi e simpaticissimi.
Ma si per caso la socera more
se famo du spaghetti amatriciani
se famo un par de litri velletrini
s'ambriacamo e n'ce pensamo più
s'ambriacamo e n'ce pensamo più
se famo du spaghetti amatriciani
se famo un par de litri velletrini
s'ambriacamo e n'ce pensamo più
s'ambriacamo e n'ce pensamo più
Mi guardo intorno. Tutti canticchiano (pure io). Nessun giapponese, nessun tedesco, nessun australiano. Ragazze con jeans vita bassa e panza di fuori vicino a signore in ciabatte con la panza e basta. Quando si fa una certa, ed è ora di andare, arriviamo nel quartier generale delle bancarelle. La porchetta la fa da padrona, con tanto di lotteria il cui premio è una porchetta gigante. Ma qui succede l'inevitabile: c'è la bancarella che vende i CD con gli stornelli.
Allora, devi sapere che la bancarella con i CD di stornelli romaneschi l'ho incrociata almeno 10 volte nei miei itinerari a Roma. Ma ho sempre resistito alla tentazione.
Ieri sera ho gettato la spugna e l'ho comprato.
Sì, esatto, ho comprato il CD di stornelli romaneschi che mi perseguita da circa un anno.
Per cui prossimamente potrebbe accadere che in ufficio, mentre la collega ascolta in cuffietta Nick Cave o Leonard Cohen, io ascolti in cuffietta gli stornelli FiorDeQualcosa.
Fior de limoneeeeee
tari tta ta tta ri tta tara ri ra
(Parapaponzi ponzi ponzi)
(Parapaponzi ponzi po)
tari tta ta tta ri tta tara ri ra
(Parapaponzi ponzi ponzi)
(Parapaponzi ponzi po)
Wednesday, 20 July 2005
Ancora sulle metropolitane
A Milano le due metropolitane principali (la rossa e la verde) si incrociano in due punti:
Loreto e Cadorna. Per cui succede che la gente che arriva dagli estremi, si divide tra le due
linee in uno di questi punti.
Non parlo della linea tre (gialla) perché è giovinetta, l'ho vista nascere e crescere, ricordo ancora il primo viaggio di inaugurazione: 30 all'ora, tra Duomo e Centrale. Adesso tra l'altro c'è anche il Passante, che non ho neanche avuto mai modo di provare.
Ma veniamo a Roma: le due metropolitane si incrociano in un unico punto: Termini. Quindi chiunque
debba cambiare, lo può e deve fare solo lì. Risultato: una ressa indescrivibile, che non ha eguali
a Milano Loreto o Milano Cadorna. E' l'unico punto, non si scappa.
Conseguenza: quando esci da una
metro per andare all'altra, per arrivare alla scala mobile potresti anche impiegarci 5 minuti, tra
pestate di piedi e spintoni. Per cui è fondamentale quando aspetti il treno posizionarti più
vicino possibile a dove sarà la scala mobile quando uscirai. Io sto facendo questo training. Per
adesso ho metabolizzato che quando salgo a Garbatella verso Termini devo andare più a sinistra
possibile, e quando salgo a Termini direzione Battistini, ugualmente devo stare più a sinistra
possibile. Stasera cercherò di metabolizzare il percorso inverso. Sono quegli automatismi che
fanno sì che ti senta a casa tua in una città. Io per adesso ogni mattina che esco di casa ho
ancora l'impressione di essere in gita, oppure in trasferta, cosa che ormai non mi accadeva più a Milano.
Quando avrò finalmente l'impressione di essere a casa mia, probablimente questo blog non avrà più ragione di esistere. O forse no. Boh.
Intanto oggi in pausa pranzo vado a provare il gelato di Gelarmony. Per S. Crispino mi sto organizzando, andrò una di queste sere.
Loreto e Cadorna. Per cui succede che la gente che arriva dagli estremi, si divide tra le due
linee in uno di questi punti.
Non parlo della linea tre (gialla) perché è giovinetta, l'ho vista nascere e crescere, ricordo ancora il primo viaggio di inaugurazione: 30 all'ora, tra Duomo e Centrale. Adesso tra l'altro c'è anche il Passante, che non ho neanche avuto mai modo di provare.
Ma veniamo a Roma: le due metropolitane si incrociano in un unico punto: Termini. Quindi chiunque
debba cambiare, lo può e deve fare solo lì. Risultato: una ressa indescrivibile, che non ha eguali
a Milano Loreto o Milano Cadorna. E' l'unico punto, non si scappa.
Conseguenza: quando esci da una
metro per andare all'altra, per arrivare alla scala mobile potresti anche impiegarci 5 minuti, tra
pestate di piedi e spintoni. Per cui è fondamentale quando aspetti il treno posizionarti più
vicino possibile a dove sarà la scala mobile quando uscirai. Io sto facendo questo training. Per
adesso ho metabolizzato che quando salgo a Garbatella verso Termini devo andare più a sinistra
possibile, e quando salgo a Termini direzione Battistini, ugualmente devo stare più a sinistra
possibile. Stasera cercherò di metabolizzare il percorso inverso. Sono quegli automatismi che
fanno sì che ti senta a casa tua in una città. Io per adesso ogni mattina che esco di casa ho
ancora l'impressione di essere in gita, oppure in trasferta, cosa che ormai non mi accadeva più a Milano.
Quando avrò finalmente l'impressione di essere a casa mia, probablimente questo blog non avrà più ragione di esistere. O forse no. Boh.
Intanto oggi in pausa pranzo vado a provare il gelato di Gelarmony. Per S. Crispino mi sto organizzando, andrò una di queste sere.
Tuesday, 19 July 2005
Farmhouses
Nei commenti sono spuntati fuori anche i casali:
Casal Morena, Casal de Pazzi, Casal Bernocchi,
Casal Bruciato, Casal Palocco,
Casal Tidei, Casal Cerrone, Casal de Ceveri,
Casal Fiumanense, Casal del Marmo, Casal Boccone...
Pensare che io fino all'anno scorso conoscevo solo Casal Pusterlengo
Casal Morena, Casal de Pazzi, Casal Bernocchi,
Casal Bruciato, Casal Palocco,
Casal Tidei, Casal Cerrone, Casal de Ceveri,
Casal Fiumanense, Casal del Marmo, Casal Boccone...
Pensare che io fino all'anno scorso conoscevo solo Casal Pusterlengo
Monday, 18 July 2005
Towers
Qualcuno mi sa dire perché Roma è piena di torri (nel senso di vie)?
Quelle che ho trovato io:

- Tor Marancia
- Tor Pagnotta
- Tor di Quinto
- Tor Sapienza
- Tor Vergata
- Tor Pignattara
- Tor Cervara
- Torre Maura
- Tor de Cenci
- Tor di Sasso
- Tor San Giovanni
- Tor Carbone
- Tor Caldara
- Tor dei Venti
- Tor de Schiavi
- Tor Bella Monaca
- Torre del Greco
- Torraccia
- Torrevecchia
- Torricola
- Torrino
Ce ne sono alcune dal nome un po' dark:
- Torre Spaccata
- Tor Lupara
- Tor Tre Teste
- Dragona
- Dragoncello
- Infernetto
Invece Torvaianica non c'entra proprio niente
update:
Torre delle Milizie, Torre dei conti, Torre Selce, Torraccio della Cecchina,
Torre de Passeri, Torri in Sabina, Torre Cajetani, Tor Sant'Antonio,
Torre Pèlice, Torremaggiore, Torregrotta, Torrebruna
Sunday, 17 July 2005
Annotazione confusa
Sennò mi dimentico:Il Ghisa qua lo chiamano er Pizzardone.
(quindi come avrai capito er Pizzardone lassù lo chiamano Ghisa).
Inoltre:
- la cotoletta alla milanese a Roma perde completamente l'identità e si trasforma in una normalissima fettina panata.
- A MI i fagiolini si ciamano cornetti, i cornetti si chiamano brioche, i fagioli a corallo si chiamano piattoni.
- Le cicche a MI sono i chewing-gum, a RM sono le sigarette fumate.
- Ciccare a Roma significa scrollare la cenere dalla sigaretta. A MI non te lo dico cosa significa
Friday, 15 July 2005
I commenti (post di servizio)
Post noioso e offtopic. Mi dispiace ma ti tocca.
Se vuoi commentare un post più vecchio di 20 giorni, come avrai notato devi inserire i captchas, ovvero quelle stringhe di numeri casuali, non troppo leggibili. E' una misura per combattere lo spam che mi arriva dai robottini nei commenti vecchi. Veramente, non posso farne a meno. Però quello che succede spesso è che
Conseguenza: si perdono dei commenti. Io li leggo lo stesso perchè vedo il log dei commenti rifiutati. Però mi dispiace vedere dei commenti lunghi, interessanti, simpatici buttati via. E non sono pochi.
Perciò ti chiedo una cosa: quando scrivi un commento, prima di postarlo, fai un bel CTRL-A + CTRL-C (seleziona tutto + copia in clipboard), postalo, e se vedi che non è apparso, riprova da capo e fai un bel CTRL-V.
Ci tengo ai commenti.
Se vuoi commentare un post più vecchio di 20 giorni, come avrai notato devi inserire i captchas, ovvero quelle stringhe di numeri casuali, non troppo leggibili. E' una misura per combattere lo spam che mi arriva dai robottini nei commenti vecchi. Veramente, non posso farne a meno. Però quello che succede spesso è che
- Il commentatore non si accorge che bisogna inserire i captchas
- Il commentatore sbaglia ad inserire i captchas (cosa assolutamente comprensibile, dato che devono essere difficili da leggere appositamente) e non se ne accorge
Conseguenza: si perdono dei commenti. Io li leggo lo stesso perchè vedo il log dei commenti rifiutati. Però mi dispiace vedere dei commenti lunghi, interessanti, simpatici buttati via. E non sono pochi.
Perciò ti chiedo una cosa: quando scrivi un commento, prima di postarlo, fai un bel CTRL-A + CTRL-C (seleziona tutto + copia in clipboard), postalo, e se vedi che non è apparso, riprova da capo e fai un bel CTRL-V.
Ci tengo ai commenti.
Foto che costano una cifra
Ieri, ore 19:40, sulla Cristoforo Colombo, al semaforo davanti alla Banca Nazionale del Lavoro, poco prima dell'obelisco. Due sposi si stanno facendo fare le foto tra la cabina telefonica e il bussolotto dell'immondizia.
Niente, solo che secondo me si può fare di meglio.
Niente, solo che secondo me si può fare di meglio.
Thursday, 14 July 2005
Quando guido nervoso
Che poi è la maggior parte dei casi. Lo ammetto. Quasi sempre quando guido sono impaziente. Qualcuno mi dice che è una brutta abitudine presa a Milano. Comunque la cosa che faccio spesso (e di cui poi mi pento) è anticipare le persone che stanno per attraversare sulle striscie. Se capisco che ci metteranno più di mezzo secondo a partire, passo prima io. E' un istinto irrefrenabile, subito dopo me ne dispiaccio. Fatto sta che l'altro giorno passo davanti alla metro Garbatella, e all'incrocio partono due suore in divisa grigia sulle striscie. Io che sono lanciato, freno, ma poi l'istinto mi dice che passo prima io. Invece le suore sono risolute, e si fanno avanti, tanto che praticamente le sfioro. Guardo nello specchietto e vedo una delle due con il braccio teso alla Mario Brega, e non sento ciò che dice. Ma a livello telepatico arriva una radiazione che fa più o meno "Ma ttu guarda questo!".
E niente altro.
Spero.
E niente altro.
Spero.
Wednesday, 13 July 2005
Quando guido rilassato
Ieri andando in macchina per le viette di Garbante. Ad un certo punto una signora in mezzo alla
strada, ferma, mi da le spalle. Non si accorge che arrivo io in macchina (potenza dei silenziatori
moderni). Sto andando a 30 all'ora, quindi freno e mi fermo a 8 metri da lei. Non suono il clacson, non faccio niente, non voglio disturbarla. Passano 5 secondi, e
lei si gira, mi vede, e si rende conto. Viene verso di me, io le sorrido, lei mi sorride. Arriva al finestrino e mi fa "Eh, c'avrebbe avuto ragione lei, c'avrebbe!" "Ma signora, mica sono così cattivo..." "Eh, avrà notato che io ero un po' distratta. Però, veramente, c'avrebbe avuto ragione lei." "Beh, io adesso devo andare. Buonasera" Le sorrido e riparto. Lei mi sorride e mi manda un bacio con la mano, e aggiunge "sciao caro".
Se riuscissi sempre a guidare così rilassato.
strada, ferma, mi da le spalle. Non si accorge che arrivo io in macchina (potenza dei silenziatori
moderni). Sto andando a 30 all'ora, quindi freno e mi fermo a 8 metri da lei. Non suono il clacson, non faccio niente, non voglio disturbarla. Passano 5 secondi, e
lei si gira, mi vede, e si rende conto. Viene verso di me, io le sorrido, lei mi sorride. Arriva al finestrino e mi fa "Eh, c'avrebbe avuto ragione lei, c'avrebbe!" "Ma signora, mica sono così cattivo..." "Eh, avrà notato che io ero un po' distratta. Però, veramente, c'avrebbe avuto ragione lei." "Beh, io adesso devo andare. Buonasera" Le sorrido e riparto. Lei mi sorride e mi manda un bacio con la mano, e aggiunge "sciao caro".
Se riuscissi sempre a guidare così rilassato.
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Questo blog è implementato con Serendipity, che a me piace molto.
Io utilizzo sempre e solo Firefox, e ti consiglio di fare lo stesso.
Questo è decisamente un Urban Blog.
E questo indirizzo invece non interessa a nessuno, ma serve per confondere
i robottini degli spammers. Non ti preoccupare se non ci hai capito niente, non farci caso.
Se hai l'impressione che questo blog rappresenti una testata giornalistica e quindi un prodotto editoriale ai sensi della
incredibile legge n. 62 del 7.03.2001, hai qualche problema e non credo di potertelo risolvere. Comunque se in qualche modo
riesci a trovare una qualsiasi forma di periodicità nell'aggiornamento di questo blog, fammelo sapere che mi interesserebbe molto,
sono appasionato di matematica discreta e di serie numeriche strane.

