Friday, 10 June 2005
Franchi
Thursday, 9 June 2005
I Cancelli
La fidanzata mi porta al mare a Ostia. A Ostia c'è uno sbarramento fisico tra la strada e la spiaggia. Se vuoi andare al mare, devi entrare in uno dei bagni, che sono in generale un po' fighettoni. Oppure vai in una delle spiagge libere, ma sono pochissime, piccolissime e ultrasovraffollate.
"Andiamo ai Cancelli."
Praticamente arrivati in fondo alla CristoforoColombo, vai a sinistra costeggiando il mare in direzione sud, e dopo un po' nella selva di frasche che separa la strada dal mare si aprono questi fantomatici cancelli, che sono semplicemente degli accessi al mare, con un minimo di attrezzatura. Che sarebbe un po' di parcheggio in uno sterrato polveroso, un po' di docce che spuntano dalla sabbia, dei casotti di legno molto grandi (10+10 o qualcosa del genere) dove ti puoi cambiare, il tutto immerso nella vegetazione fittissima.
Appena entro in uno di questi ho un deja-vu fulminante: era l'interno in cui è ambientato un filmetto del 1977, con Gigi Proietti ed altri, che ho visto anni e anni fa in una notte insonne alla televisione: Casotto. La cosa splendida è che 28 anni dopo il film, lo scenario era incredibilmente invariato. 28 anni, il film è targato 1977. Sono uscito fuori che avevo l'espressione di uno che si è trovato per caso in un posto ultrafamoso, come se mi avessero bendato e teletrasportato sotto la torre Eiffel. Invece stavo a li Cancelli.
Il resto è normale amministrazione. La gente prende il sole, fa il bagno, qualcuno si porta l'ombrellone, qualcuno le sdraio, l'ambiente è tranquillo. L'unica cosa che mi ha infastidito è che ad una certa ora (tardo pomeriggio) i cancelli chiudono, e bisogna andare via. Quindi non puoi rimanere in spiaggia fino al tramonto. Io sono di natura adriatica, e perciò il tramonto sul mare è una bella cosa a cui non sono abituato.
Wednesday, 8 June 2005
Precisazione
Vado via un attimo e succede un putiferio. Sono lusingato (e un po' sorpreso) dall'interesse nato intorno a questo blog. Ma devo precisare una cosa, dato che vedo confusione in merito. Io NON sono milanese, sono nato e vissuto in un paesino del centroitalia, poi sono andato a MI per università + lavoro, e vi sono rimasto per 16 anni. Quindi anche a MI sono stato uno spettatore, solo che 16 anni sono abbastanza per capire abbastanza profondamente come pensano, come parlano, come si muovono i milanesi. Non abbastanza per parlare milanese, soprattutto per uno come me che ha le radici sempre bene affondate nella terra natìa. Quindi io non sono un milanese che arriva a Roma, sono uno straniero che ha visto e capito Milano, e adesso vede e deve capire Roma. Tutto qui.
E già che sono qui: ho visto sugli autobus la pubblicità di "Cerbiatto...il cornetto appena fatto!" "Grazie Mimmo!". Ma chi è Mimmo?!?
Wednesday, 1 June 2005
La mortazza
Ieri a viale Manzoni, ora di pranzo. Entro in un bar col mio collega per mangiare. Sotto il bancone, oltre a una serie di tramezzini insignificanti, delle pizze bianche con in mezzo la mortadella. Senza indugi ordiniamo quelle. Ci impiego cinque secondi a capire che la signora dietro al bancone in fondo ce l'ha con noi. "...eh voi sì che avete capito tutto. La pizza co la mortazza è sempre er mejo che se po'. Robba buona. Ieri è arivato un messicano che sta qua all'albergo qui dietro, se n'ha magnate quattro! A le sette de mattina! E' entrato e ne ha prese due. Poi dopo cinque minuti è tornato e n'ha presa n'altra. Poi dopo cinque minuti n'altra ancora, capito come? Quattro se n'ha magnate, porcoggiuda. La pizza co la mortazza è robba buona, robba de noantri" e il mio collega: "A signò, a me mm'o dici?"

