Friday, 24 June 2005
The Boss
Sono andato a ordinare il materasso in fabbrica. Lattice, antiacaro. Il boss è un tipo prospero e gioviale, con una ottima catenazza d'oro al collo. Mentre stiamo parlando, passa uno e il boss gli agita una banconota da 10 dicendo "aoh, tieni sti soldi che sono i tuoi" l'altro continua a camminare facendo i complimenti "ma figurati...". Allora il boss lo insegue urlando "AOH! e pijate sti sordi, non me fa arrabbià de prima mattina, mortanguerieri!". Lui insegue il tipo, e io inseguo lui. Risolta la questione, torniamo al materasso. "Allora, quale vuoi?" "Quello lì va bene, ma non capisco se è troppo morbido..." neanche finisco di parlare che ha già sfilato il materasso dalla pila e lo ha buttato per terra. "E provalo, no?". Mi sdraio un attimo. "Perfetto. Aggiudicato." E lui "Adesso andiamo al bare a prendere un caffè" "Veramente dovrei andare a lavoro..." "Eddai, che te cambia cinque minuti?" non è il tipo con il quale puoi discutere su queste cose. Preso il caffè, faccio un timido tentativo di offrire io, che viene stroncato con una forza che non ammette appelli. E siamo al commiato. Io sono ancora in fase di analisi per capire come devo salutare le persone, specialmente quelle che hanno qualche anno più di me, se mantenere la forma o allargarmi. E quindi faccio "Beh, allora arrivederci e buona giornata".
Lui mi stringe la mano e mi risponde "Sciao bbello!"

