Thursday, 9 June 2005
I Cancelli
La fidanzata mi porta al mare a Ostia. A Ostia c'è uno sbarramento fisico tra la strada e la spiaggia. Se vuoi andare al mare, devi entrare in uno dei bagni, che sono in generale un po' fighettoni. Oppure vai in una delle spiagge libere, ma sono pochissime, piccolissime e ultrasovraffollate.
"Andiamo ai Cancelli."
Praticamente arrivati in fondo alla CristoforoColombo, vai a sinistra costeggiando il mare in direzione sud, e dopo un po' nella selva di frasche che separa la strada dal mare si aprono questi fantomatici cancelli, che sono semplicemente degli accessi al mare, con un minimo di attrezzatura. Che sarebbe un po' di parcheggio in uno sterrato polveroso, un po' di docce che spuntano dalla sabbia, dei casotti di legno molto grandi (10+10 o qualcosa del genere) dove ti puoi cambiare, il tutto immerso nella vegetazione fittissima.
Appena entro in uno di questi ho un deja-vu fulminante: era l'interno in cui è ambientato un filmetto del 1977, con Gigi Proietti ed altri, che ho visto anni e anni fa in una notte insonne alla televisione: Casotto. La cosa splendida è che 28 anni dopo il film, lo scenario era incredibilmente invariato. 28 anni, il film è targato 1977. Sono uscito fuori che avevo l'espressione di uno che si è trovato per caso in un posto ultrafamoso, come se mi avessero bendato e teletrasportato sotto la torre Eiffel. Invece stavo a li Cancelli.
Il resto è normale amministrazione. La gente prende il sole, fa il bagno, qualcuno si porta l'ombrellone, qualcuno le sdraio, l'ambiente è tranquillo. L'unica cosa che mi ha infastidito è che ad una certa ora (tardo pomeriggio) i cancelli chiudono, e bisogna andare via. Quindi non puoi rimanere in spiaggia fino al tramonto. Io sono di natura adriatica, e perciò il tramonto sul mare è una bella cosa a cui non sono abituato.

