Thursday, 30 June 2005
Palladium
Ieri a Garbante, come più o meno nel resto d'Italia, c'erano 38 gradi, un caldo infernale. E io me ne vado in giro per i vicoli alla scoperta di luoghi da fotografare. Il primo edificio che viene naturale fotografare è il Teatro Palladium, che potete ammirare a destra. Ho chiesto in giro, e ho scoperto un po' di cose. Il Palladium è stato recentemente preso in gestione dall'Università di Roma 3, ed è stato riaperto credo l'anno scorso. Viene utilizzato per attività culturali di vario tipo, tra cui concerti. Io ho avuto la possibilità di perdermi ad esempio Jimi Tenor a febbraio (sì, io sono specializzato nel perdermi i concerti che mi interessano).Il Palladium nasce nel 1927 ad opera dell'Istituto Case Popolari, per cui è fratello degli altri edifici come i lotti e gli alberghi. All'inizio si chiamava Teatro Garbatella, ed era IL luogo di intrattenimento e incontro per tutto l'insediamento. Le varie vicissitudini ne hanno fatto dapprima un cinema negli anni '70-80, poi per qualche anno un cinema porno. Negli anni '90 è diventato una discoteca nonché locale da concerti, mi dicono anche abbastanza 'cool'. Tutte queste identità che ha assunto sono state sempre intervallate da periodi di chiusura, abbandono, decadenza. Oggi è vivo e fa qualcosa di utile.
Per finire, è bene ricordare poi che è stato utilizzato come location per film del calibro di "Vado a vivere da solo", mica pizza e fichi.
Piero Angela sarebbe fiero di me.
Tuesday, 28 June 2005
Che caldo, signora mia!
Faccio come si fa nell'ascensore con gli estranei, parlo del clima. Qua la temperatura è assurda, ma pare che in tutta Italia sia così. Però l'aria è secca, e si muove un pochino. Per cui se riesci a piazzarti all'ombra resisti. Mi ricordo bene invece il fenomeno climatico che si verifica a MI, dovuto credo alla cappa, per cui la temperatura è la stessa al sole, all'ombra, di giorno e di notte. E' orribile svegliarsi la mattina alle sei, affacciarsi e sentire 33 gradi umidi. Qua a Roma, quando tramonta il sole si sta bene. Punto.
Ieri c'era Mario Tozzi in tv che parlava di siccità e problemi dell'acqua. Non ho potuto non pensare ad una delle prime cose che noti quando arrivi a Roma: le fontane ovunque, che fanno scorrere acqua in continuazione. E le fontanelle per bere ovunque (er nasone, già coperto precedentemente). E soprattutto le turiste che mettono i piedi a bagno nelle fontane, cosa che mi da un po' fastidio essendo una pratica dannosa per le stesse fontane. Ma non posso criticare un tale atteggiamento lanciato da una certa Anita Ekberg in un certo film, e scusate se è poco.
A Garbaland cosa si vede? Le vecchiette sedute sul muretto dentro il Lotto, che si sventolano col ventaglio, facendo un po' di chiacchiericcio, in mezzo ai bambini che giocano incuranti della temperatura equatoriale. Uno spettacolo che va colto e che ha una sua poesia. A Milano mi ricordo solo di manager in giacca e cravatta con l'ascella pezzata.
Monday, 27 June 2005
Fiesta
Prima o poi doveva succedere. Sabato sono andato a Fiesta! Io mi aspettavo una cosa tipo LatinoAmericando di Milano. E nelle intenzioni dovrebbe essere così. In realtà è piuttosto diverso, perché nello stesso spazio dove trovi i vari stand, si tengono concerti che non sono assolutamente correlati (sabato c'erano i Negrita). Questo a Latinoamericando non l'ho mai visto, lì è tutto molto più filologico. A parte ciò, ho mangiato in un posto dove faceva tutto schifo. Hamburger con il pane di gomma, un taco in bagno d'olio come la frizione della mia macchina, e dulcis in fundo, ho ordinato un HotDog, che è arrivato dopo esattamente 4 secondi dall'ordine. Praticamente un maritozzo con dentro un wurstel crudo. La prossima volta mi porto i panini da casa.
A parte questo piccolo inconveniente, bisogna ammettere che è un posto veramente divertente, un posto che si potrebbe frequentare anche tutti i giorni.
In ogni angolo c'è la ragazza addetta a dispensare le tequila-bum-bum, con il cinturone ai fianchi pieno di bicchieri, e il banchetto di legno. Molto coreografico. A Milano come si potrebbe chiamare? Tequilist, Tequiler, Tequilator, Tequilizer?
A Roma ovviamente la chiamano " 'a Tequilara".
Piuttosto, quando sono uscito, mi sono reso conto invece di una cosa importantissima: Fiesta! è situato all'interno di un luogo che non è proprio un posto qualsiasi: è l'Ippodromo Capannelle, che è il luogo dove si svolge per la maggior parte "Febbre da cavallo". Un film di culto che non ha nessun bisogno di ulteriori parole da parte mia.
Friday, 24 June 2005
The Boss
Sono andato a ordinare il materasso in fabbrica. Lattice, antiacaro. Il boss è un tipo prospero e gioviale, con una ottima catenazza d'oro al collo. Mentre stiamo parlando, passa uno e il boss gli agita una banconota da 10 dicendo "aoh, tieni sti soldi che sono i tuoi" l'altro continua a camminare facendo i complimenti "ma figurati...". Allora il boss lo insegue urlando "AOH! e pijate sti sordi, non me fa arrabbià de prima mattina, mortanguerieri!". Lui insegue il tipo, e io inseguo lui. Risolta la questione, torniamo al materasso. "Allora, quale vuoi?" "Quello lì va bene, ma non capisco se è troppo morbido..." neanche finisco di parlare che ha già sfilato il materasso dalla pila e lo ha buttato per terra. "E provalo, no?". Mi sdraio un attimo. "Perfetto. Aggiudicato." E lui "Adesso andiamo al bare a prendere un caffè" "Veramente dovrei andare a lavoro..." "Eddai, che te cambia cinque minuti?" non è il tipo con il quale puoi discutere su queste cose. Preso il caffè, faccio un timido tentativo di offrire io, che viene stroncato con una forza che non ammette appelli. E siamo al commiato. Io sono ancora in fase di analisi per capire come devo salutare le persone, specialmente quelle che hanno qualche anno più di me, se mantenere la forma o allargarmi. E quindi faccio "Beh, allora arrivederci e buona giornata".
Lui mi stringe la mano e mi risponde "Sciao bbello!"
Wednesday, 22 June 2005
Colleghi
Per lavoro mi capita di avere a che fare con gente di città diverse. Oggi c'era il collega di Bologna in riunione col collega di Roma. Io lì nei pressi.
CB: "Mo sta a sentire che bazza che ti propongo! Fazziam confluire i dati verso sti due bagagli, che si fanno la loro brava ravanata, buttan nel rusco ciò che non serve, e il resto lo mandano al dibì..."
CR: "Allora qua nun se capimo. Se te dico che la banda massima viene raggiunta sicuramente, poi er modulo che fa, je racconta 'e bbarzellette?"
CB: "Oi! Se hai un'idea migliore dilla, se no sciam qui cche zi ziriamo i pollici..."
CR: "Tranquillo. Spostiamo l'elabborazione da qui a qua, e stamo 'na crema"
CB: "Questo è parlare!"
CR: "E che stamo a pettinà 'e bbambole?"
CR+CB: "Beh? Perché ci guardi così?"
Io: "Niente, niente."
Monday, 20 June 2005
Pets
a Milano regnano i cani, a Roma regnano i gatti.
Un'altra cosa che succede a Roma è che puoi camminare guardandoti intorno. Sembra una cosa normale ma per chi vive a Milano non è così: devi camminare guardando per terra dove metti i tacchi. Questo perché Milano è la città d'Italia con la più alta densità di cani pro capite. Ciò crea un attrito tra le due diverse comunità, i possessori di cani e i non possessori di cani. I primi sono molto corporativi, la sera nei parchetti vedi un traffico molto sostenuto di gente che porta a pascolare il cane, e si conoscono tutti e socializzano molto. Tra l'altro la maggior parte dei parchi ha dei gran recinti dove la gente li può squinzagliare tranquillamente. Ma anche i secondi sono abbastanza corporativi. Mi ricordo dei cartelli di protesta attaccati qua e là il cui incipit era "Basta! i milanesi ne hanno le scarpe piene!" Ma veniamo ai gatti. A Milano è difficile vederne in giro per le strade. Ce ne sono, ma non molti. Invece li vedi in giro per i tetti, ovviamente dove la geografia lo permette. Non dove ci sono i palazzi alti, come a Bonola o al Gratosoglio. Ma se abiti ai navigli, o hai modo di andare a casa di qualcuno che abita lì, o a Brera, o comunque al centro, vedrai quanti gatti circolano per i tetti. Insomma hanno colonizzato le zone alte della città.
E veniamo a Roma. Di cani ce ne sono in giro, come in qualsiasi altra città. Di gatti, invece, ce n'è una quantità. A Garbatella (Garbante, la Graziosetta, come mi suggeriscono nei commenti) c'è un vero accampamento di gatti, specialmente nel mio lotto. Sono la mia principale preoccupazione quando stendo i panni di cui in alto a destra. Fino ad oggi, anche se i panni rimangono a 30 cm da terra, non si sono verificati problemi. Comunque trovi gatti per la strada ovunque vai. Degni di nota sono quelli del Colosseo. Li puoi vedere attraverso le transenne, tranquilli nel loro habitat. Fanno parte del paesaggio, un po' come i centurioni che fanno roteare la spada e fanno fare le foto alle turiste giapponesi. Quelli che hanno il cartello appeso dietro la schiena, che recita un laconico e chiarissimo "No money, no photo!". Altri gatti stanziali sono quelli che stazionano al Pantheon. Se ti siedi sul muretto sopra il lato sinistro del Pantheon e guardi sotto, vedrai quanti. Con questo cosa volevo dire? Che già che sei arrivato al Pantheon, fai uno sforzo e vatti a prendere una granita al caffè con panna al Tazza D'Oro, è una esperienza di vita che va fatta. Garantito. Se sei romano immagino che questo lo sapevi già.
Attenzione: la domenica purtroppo è chiuso.
Friday, 17 June 2005
Citato
Wednesday, 15 June 2005
Pubblicità
Ieri ho visto una macchina di Milano. L'ho capito anche se aveva la targa nuova, senza indicazione della provincia. L'ho capito perché sulla cornice intorno alla targa c'era scritto Nando Soffritti, come in tutte le Opel a Milano. In tutte le targhe delle Renault c'è la scritta Concessionaria ReNord. Non ho trovato ancora una tale uniformità a Roma (anyone?). Ma c'è un'indicazione trasversale che appare sul 70 percento delle macchine di Milano: un adesivo sul lunotto posteriore che recita "Marmitte Gavoni". E' veramente ovunque, al semaforo guarda il lunotto posteriore di chi ti sta davanti, e vedrai.
Questo porta a tre ipotesi:
- Gavoni è l'unico marmittaro di Milano (falso, io ho cambiato la marmitta da un altro)
- Gavoni è il marmittaro di Milano che ha i prezzi migliori
- Gavoni o chi per lui la notte va in giro attaccando adesivi sulle macchine
Insomma, praticamente uno spammer.
Monday, 13 June 2005
Weekend a Milano
Ho fatto un salto a Milano. L'accoglienza è stata bruttissima: alla stazione centrale ben due macchinette distributrici mi hanno fregato i soldi. Non ho mai speso tanto in vita mia per bere un po' d'acqua. La città era vuota come ogni weekend estivo. Non è cambiato molto, se non che gli HM ormai sono diventati tre. A Roma neanche uno (datevi una mossa per favore).
La metropolitana va 2 volte più veloce che a Roma, ma è meno nervosa: si riesce a stare in piedi senza tenesi agli appigli. A Roma non ci riesco.
Sono andato a votare (ecco, l'ho detto).
Al McDonald's di Porta Romana ho visto una sciura(1) che sembrava mia nonna che si mangiava il suo Big Mac Menù medio. Questo lo vedi solo a Milano.
Sono stato a prendere l'aperitivo ai Bagni Botta. 7 € il beverone, 2 € il piattino di pasta fredda, per un totale di diciottomilalire di aperitivo. Non me lo posso permettere, dovrò smettere.
Sono andato al ristorante cinese di via Sabotino, che secondo me è il più buono che ci sia. Ho il forte sospetto che abbiano sostituito (o quantomeno allungato) l'olio di soia con l'olio di oliva. Appena entri non senti il solito tanfo di olio di soia, anzi, non senti proprio l'odore di cucinato. E gli spaghetti di soia con carne piccante sono buoni, e intendo dire proprio buoni.
Sono passato a trovare un luogo che mi manca, mi manca: la lavanderia dell'IperCoop di viale Umbria, che ti lava e stira le camicie in 3 ore. Se ne conosci una in zona Garbatella, ti prego, ti imploro, fammelo sapere. Quelle che conosco io ci impiegano 9 giorni.
Poi sono tornato a Roma. Delle anime pie sono venute a prendermi alla stazione Termini e mi hanno portato a casa. Passando per Piazza Della Repubblica (già Esedra), intorno alla Fontana delle Naiadi, poi via Nazionale tutta illuminata, i Fori, il Colosseo. Io guardo la gente che a mezzanotte e mezza guida e sbadiglia, passando in macchina tra una fontana, una statua, una scalinata, un rudere. E sono sempre più convinto: vivere in questa città è veramente un lusso.
(1) Signora.
Friday, 10 June 2005
Sugo
Sentita a tavola: "...e quindi er motorino, quello vecchio, l'ho fatto rottamà la settimana scorsa." "E perché? non lo potevi vendere?" "Ma stai a scherzà! Era targato Cartaggine! C'aveva er libbretto scritto in latino!"

