Giovedì, 26 maggio 2005
Aperitivo e supplì
Io sto sviluppando una (tossico)dipendenza da supplì tardo pomeridiano.
A Roma ovunque sei circondato di pizzerie al taglio che (ovviamente) hanno anche i supplì e gli arancini. Un supplì mediamente costa mezzo euro.
Quando esco dall'ufficio e mi riunisco con la consorte, ci fermiamo sempre da qualche parte a comprare qualche supplì. E' un rito, e c'è un sacco di gente che lo fa. Questo potrebbe essere secondo me il motivo per cui l'aperitivo in senso milanese qua a Roma non attacca.
L'aperitivo milanese è famosissimo, esiste una quantità di letteratura sull'argomento. E' un modo per socializzare quando si esce dall'ufficio, che non è una cena fuori, ma neanche l'aperitivo del resto del mondo, quello con qualche olivetta e i pistacchi. Ad esempio all'Officina 12 trovi frittate, affettatti e formaggi, mentre al Fashion Colonial con la consumazione ti danno una fiche per prendere una porzione di spezzatino con le patate. Sì, hai capito bene: spezzatino con le patate come aperitivo. Però paghi, e tanto. Una consumazione costa come una pizza+birra dell'era pre-euro. Comunque all'uscita dall'aperitivo, gli umori sono contrastanti. La maggior parte delle donne dice "Quanto ho mangiato! Da domani dieta!" mentre la maggior parte degli uomini dice "Ehm, niente pizza stasera? Io avrei ancora un languorino..."
E' un po' una via di mezzo che a Roma non può funzionare. A Roma alle otto si fa cena, salvo cataclismi naturali. Non esiste saltarla per qualcos'altro. Esiste mangiucchiare qualcosa prima di cena, poco ma buono, e ad un prezzo accettabile: che cosa meglio di un supplì?
L'altro giorno a Roma, passando per una via in zona Campo dei Fiori, ho visto un bar milanese. Nel senso che era un bel bar, con un bel design, con il bancone pieno di ogni bene alle sette meno un quarto.
Vuoto.
Guardavo il cameriere che stava appoggiato all'uscio. Lui guardava me. Io stavo sgranocchiando il mio supplì.

