Giovedì, 31 marzo 2005
Frontoni
Martedì a pranzo sono andato a mangiare da Frontoni, a Trastevere, insieme alla mia metà che è passata a prendermi in macchina. Lo si poteva fare perché martedì un sacco di gente era ancora a pasquettare, e le strade erano abastanza sgombre. Altrimenti in generale non si può fare. Frontoni è una gastronomia pizzeria bar, ma la sua ragione d'essere è la pizza, il resto è un dipiù. Si prende il bigliettino col numero e si aspetta. Lì il pizzettaro di turno ha l'obbligo per contratto di fare lo spiritoso, ma ti ci abitui facilmente. Poi taglia un pezzo di pizza con una mannaiata rumorosa, taglia trasversalmente la pizza e ci mette dentro quello che gli dici tu, scegliendo tra un tripudio di salumi e verdure cotte. Poi prende un pennello e gli dà una pitturata di olio d'oliva, la incarta e te la dà. Si tocca la perfezione nella semplicità. C'era una famigliola del nord a sedere di fianco a noi, che commentava tipo "eh, qua a Roma c'è una certa cultura del mangiare, c'è molta attenzione alla genuinità etc. etc. etc." La realtà è che quei turisti erano in giro per Trastevere e sono entrati nel primo posto che hanno trovato, non sapendo di essere entrati da Frontoni, che non è proprio per niente un posto a caso.
Mercoledì, 30 marzo 2005
Rospi
Lavoro a Prati. Praticamente la zona sopra Piazza Cavour, sopra Castel S.Angelo. Tanto se non sei di Roma non hai capito lo stesso. E' una zona bellissima, vicino c'è il tribunale, c'è un bel traffico di gente, specialmente durante la pausa pranzo. Vi si aggira una pattuglia costituita da 3 carri attrezzi e una decina di vigili. E' una vera e propria pattuglia, l'ho incontrata diverse volte, si muovono tutti insieme. Multano, agganciano e portano via, con una efficienza che rasenta quella di Milano. Nei documentari di PieroAngela, quando c'è un banchetto di leoni, più in là si aggirano sempre sciacalli e avvoltoi che aspettano il loro momento. Intorno alla pattuglia attrezzata si aggirano gli sciacalli urbani, ovvero gli ausiliari della sosta, quelli che per guadagnare un euro ne fanno perdere sessanta a te. A Milano sono verdi come dei rospi, a Roma sono gialli come ? Accetto suggerimenti.
Martedì, 22 marzo 2005
Er Baffo
Il cliente prima di tutto.
Lunedì, 21 marzo 2005
Può sempre succedere un giorno II
Martedì, 15 marzo 2005
Ariccia
Il cameriere: "Che volete?". "Pappardelle al sugo di cinghiale". E arriva l'antipasto con arrosticini di agnello, tanto per entrare nell'ottica. Poi hanno portato prosciutto, salame, uno strano formaggio con il peperoncino, pecorino, lonza (che a Milano si chiama coppa), un altro salame tipo ungherese però affumicato, frittata con i carciofi, cicoria, porchetta, e altro che non ricordo. Quando ero già in rianimazione hanno portato le pappardelle. Una delle cose più pesanti che abbia visto in vita mia. Al piano di sotto c'era chi cantava stornelli, di fianco c'era lo schermone con la Lazio che giocava.
Ma la cosa veramente fuori dal normale in tutto ciò è che quello che avanza te lo puoi portare via a casa. D'altra parte lo hai pagato ed è tuo, ma è difficile ritenere questa cosa normale.
Il giorno dopo ho digiunato. Non lo faccio mai neanche dopo i pranzi di nozze.
Lunedì, 14 marzo 2005
Comunicazione di servizio
Venerdì, 11 marzo 2005
I fritti
Me li stavo dimenticando! Quando vai a mangiare la pizza, quando arriva il cameriere a prendere l'ordinazione, un romano fa una domanda normalissima che a te straniero invece sembra strana, fino a che non ti abitui. "Ci facciamo portare anche un po' di fritti?" E che so sti fritti? Sono i supplì, i fiori di zucca fritti, le olive ascolane e le crocchette di patate. E' quasi una prassi prendere prima della pizza sti fritti, che arrivano quasi immediatamente. Da dove vengo io, in genere chi ha fame si fa portare i crostini o le bruschette. Qua, i fritti. E il cameriere, come in un rito, risponde "Portiamo anche un po' di filetti di baccalà?" E qua mi crolla un luogo comune, quello che canta "Ce piaciono i polli, l'abbacchio e le galline, perché sò senza spine e non sò come er baccalà". Non è vero che i romani hanno una bassa opinione del baccalà, anzi, esiste un posto dove si va apposta a mangiare i filetti di baccalà, perché dicono sia er mejo. Ma non mi ricordo come si chiama, e non ne parlerò perché a me il baccalà, ahimé, non piace.
Anteprima: pare che sabato si vada a mangiare la porchetta ad Ariccia. Ho questa vaga sensazione di rito di iniziazione...
Giovedì, 10 marzo 2005
La massima del giorno
"...e quindi uno rivede certe sue convinzioni e apre gli occhi ad altre prospettive, rendendosi conto che avere un'identità in alcune realtà piccole è molto meglio che essere un ingranaggio in una grossa azienda. Poi come se dice, mejo esse testa de sardina piuttosto che coda de pescecane!"
Tutti si sono appuntati questa massima. Pure io. Qui.
Martedì, 8 marzo 2005
Il Serpentone
Avevo sentito parlare del Serpentone, citato sull'Argan come esempio di orrore architettonico. Oggi l'ho visto dal vero. Veramente mi aspettavo qualcosa di più degradato, ma non ti puoi fare un'idea di un luogo in dieci minuti. Comunque sia, un chilometro. Potresti andare a trovare un amico che abita nel tuo stesso palazzo, e dover scegliere se andarci in macchina o prendere l'autobus, che così non c'è il problema del parcheggio.
Lunedì, 7 marzo 2005
Mayor's water
Sempre al bar:
Signora: "Due caffè, e un bicchiere d'acqua"
Barman: "Minerale o quella der sindaco?"

