Lunedì, 5 dicembre 2005
Fondamenti di Zoologia 1
Trackbacks
URI specifico di Trackback per questa notizia
Nessun Trackbacks
Commenti
Mostra commenti
(Cronologicamente | Per argomento)
chiaramente farebbero la faccia della mucca che guarda il treno...
Per Barbara: con abbacchio, a Roma (e provincia) si indica la carne di agnello.
La cucina romana ha una tradizione "macellara", in cui la carne (soprattutto pollo e abbacchio) ricopre una parte fondamentale. E' detta anche cucina del "quinto quarto" della bestia da macello, per l'attenzione che dedica alle cosiddette "frattaglie" (frattaje, in romanesco, che diventano rigaje se sono quelle del pollo): zampe, code, guance e altri scarti. Il connubio ideale si realizza tra la tradizione ebraica e la cucina testaccina: esempio archetipico, la coda alla vaccinara. Scusate la lezioncina. Era solo per dire che, a Roma, "la carne" non è solo "la carne".
non ne sono convinto ma c'è una differenza tra agnello ed abbacchio, magari giggimassi ne sa qualcosa di più.
comunque il palato va soddisfatto anche etimologicamente, vuoi mettere ordinade dell'agnello alla scottadito o abbacchio alla scottadito (tutta un altra musicalità).
che io sappia cmq c'è differenza (soprattutto anagrafica) tra agnello, agnellone ed abbacchio.
Bisogna però ammettere che la contaminazione Della cucina romana è un cosa esaltante no?
ola subcomandante
comunque il palato va soddisfatto anche etimologicamente, vuoi mettere ordinade dell'agnello alla scottadito o abbacchio alla scottadito (tutta un altra musicalità).
che io sappia cmq c'è differenza (soprattutto anagrafica) tra agnello, agnellone ed abbacchio.
Bisogna però ammettere che la contaminazione Della cucina romana è un cosa esaltante no?
ola subcomandante
Subcomandante: esatto, l'abbacchio è il termine dialettale romanesco per l'agnello "da latte", che non ha superato le quattro settimane di vita, si è nutrito solo di latte appunto, ed è per questo tenerissimo (a Pasqua è un classico). L'agnellone è lo stesso animale, ma sui 4 mesi di età. Il termine abbacchio deriverebbe dal baculum, il bastone cui gli agnelli venivano legati per evitare che si perdessero. Comunque, a Roma ricordatevi di chiedere sempre "l'abbacchio" alla scottadito (o alla cacciatora) e mai "l'agnello" alla scottadito.
no, maddai! davvero? giuro non credevo si arrivasse a tanto, non nella grande distribuzione perlomeno! voglio dire: al mercato è facilissimo imbattersi in termini dialettali o neologismi scritti a pennarello sui cartelli, ma al supermercato "abbacchio" non l'avevo mai visto scritto, è una novità anche per me. tra le variazioni ormai accettate da mercato, ti segnalo la "bieda" in luogo della bieta, la "sgaloppina" in luogo della scaloppina e il pesce "coccio" al posto della gallinella.
Pensa che io non avevo capito cosa ci fosse di strano nei cartelli da te elencati...
Quindi Abbacchio non è italiano?
Quindi Abbacchio non è italiano?
Comunque, secondo il DeMauro, la differenza tra Abbacchio e Agnello è:
ab|bàc|chio
s.m.
RE centr., agnello da latte macellato
ab|bàc|chio
s.m.
RE centr., agnello da latte macellato
Nei supermercati milanesi non c'è l'agnello, figurati l'abbacchio. Ma se vai a cenare da Giulio pane e ojo (http://www.giuliopaneojo.com) forse lo trovi (a scottadito). Di sicuro, i prezzi sono scottanti.
Buon appetito...
Buon appetito...
Confermo...vado pure io in quel supermercato. E ci sono rimasta ugualmente di stucco quando l'ho visto la prima volta :p
mo però me dovete raccontà cosa c'è al reparto macelleria dei supermercati milanesi.
E come guarderebbero il banco della carne romana perchè nun l'ho capito.
Valeria, devi sapere anche che la prima volta che ho sentito dire "bieta" ero già maggiorenne da parecchi anni.
A casa mia (tutti insegnanti) si è sempre detto bieda.
Quando sentivamo bieta zucchini o vi (intesa come la consonante v) pensavamo che fosse dialetto nordico e che in italiano si dicesse bieda zucchine e vu.
In effetti zucchine si dice zucchine sta pure sul De Mauro.
Per bieta ho i miei dubbi :-DD
E come guarderebbero il banco della carne romana perchè nun l'ho capito.
Valeria, devi sapere anche che la prima volta che ho sentito dire "bieta" ero già maggiorenne da parecchi anni.
A casa mia (tutti insegnanti) si è sempre detto bieda.
Quando sentivamo bieta zucchini o vi (intesa come la consonante v) pensavamo che fosse dialetto nordico e che in italiano si dicesse bieda zucchine e vu.
In effetti zucchine si dice zucchine sta pure sul De Mauro.
Per bieta ho i miei dubbi :-DD
E "pomidori acconditi" l'avete mai sentito dire?
non so se è propriamente romanesco, ma i miei zii lo usano.
e il chivi lo avete mai mangiato?
ola subcomandante
non so se è propriamente romanesco, ma i miei zii lo usano.
e il chivi lo avete mai mangiato?
ola subcomandante
L'abbacchio è citato sul DeMauro-Paravia (come credo in tutti i Diz.) come voce del centroitalia, ma vi garantisco che fuori dal Lazio non si usa proprio. Per cui per un non romano vederlo scritto in un super è una cosa simpatica e pittoresca, come sentire un messicano che esclama "caramba!" o un siciliano che abusa del passato remoto, tutto qui.
Per quanto riguarda la faccenda della "bieda" me ne ero già accorto, ma non ho pensato di scriverci qualcosa.
Riguardo Giulio pane e ojo: evitare la carbonara. Ecco, l'ho detto, mi dispiace ma è così.
In futuro farò attenzione ai pomidori acconditi.
Per quanto riguarda la faccenda della "bieda" me ne ero già accorto, ma non ho pensato di scriverci qualcosa.
Riguardo Giulio pane e ojo: evitare la carbonara. Ecco, l'ho detto, mi dispiace ma è così.
In futuro farò attenzione ai pomidori acconditi.

