Friday, 28 October 2005
E non imparo mai
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beh, finché non le chiedi una 'borsina', va tutto bene.
busta de plastica. da non confondere con la busta de carta che quella è solo per la frutta al mercato (tanto tanto il sacchetto: è la "sportina" la più incomprensibile per un romano)
Di sacchetto ne esiste solo uno: er sacchetto della monnezza.
Ciao
Ciao
a me capita di chimarla "sportina" ... ma mi sa che è causa di nonno toscano
A Torino si chiama borsa. Qualche volta sacchetto. Busta no, busta e' quella per le lettere!!
alla garbatella si può anche dire mi dai una cosa per mettere le cose che ho cosato e tutte le commesse della garbatella capiscono
ciao Fatagarbatella
ciao Fatagarbatella
LOL, a milano a me capitava l'inverso: puntualmente al supermarket chiedevo la busta e la commessa allibita e anche un po' schifata (ma forse questa era un'impressione mia) ribatteva: aaah vuole il sacchèèèèttoo.
Irritantissimo.
Garba, te ne regalo un'altra: che dire della "stampella"? Da me al sud chiamasi stampella solo quell'ausilio deambulatorio per gente con gamba/e rotta/e. Qui a Roma è l'appendiabiti, che io ho sempre chiamato "appendino".
Irritantissimo.
Garba, te ne regalo un'altra: che dire della "stampella"? Da me al sud chiamasi stampella solo quell'ausilio deambulatorio per gente con gamba/e rotta/e. Qui a Roma è l'appendiabiti, che io ho sempre chiamato "appendino".
A Torino la stampella e' quella per camminare quando hai una gamba rotta; l'aggeggio per appendere i vestiti di chiama gruccia!
Garba devi fare un elenco di queste cose dal doppio significato a seconda della provenienza geografica.
Ti han già ricordato della stampella, che per noi romani non è altro che la gruccia appendiabiti, mi piacerebbe però sapere se tu la mattina alzi le serrande o tiri su le tapparelle.
Ti han già ricordato della stampella, che per noi romani non è altro che la gruccia appendiabiti, mi piacerebbe però sapere se tu la mattina alzi le serrande o tiri su le tapparelle.
Mio nonno (ma parlo di trasteverino nato ai primi del novecento) la luce la smorzava!
Allora: la faccenda delle grucce/stampelle me la sono studiata anni fa, ma al di fuori delle localizzazioni. In italiano sono esattamente sinonimi, e possono indicare entrambe le cose (sostegno per le persone/sostegno per gli abiti). Io ho sempre usato grucce per i vestiti, e stampelle per problemi di deambulazione, anche se mia madre si ostinava (giustamente) a chiamarle grucce. Non ho mai fatto caso come si usano tali parole a Milano, e non ancora a Roma. Comunque io quando andavo a dormire, a Milano, abbassavo le persiane o le tapparelle indistintamente. Invece adesso a Garbatella accosto gli "scuri"
. Ah, dimenticavo, non ho mai chiuso la luce in vita mia 
puff..pant..pant...io le grucce le kiamo da sempre....."attaccapanni" 

