Wednesday, 5 November 2008
Do well, brotherZ
O dell'Orgoglio Romano.
Se c'è una cosa di Roma che conosco veramente bene sono gli ospedali. Certo, preferirei essere esperto di qualcos'altro, tipo musei oppure chiese. Invece siccome sono decrepito, ospedali. Conosco come le mie tasche il San Giovanni, al San Camillo mi sento a casa, non conosco benissimo il Policlinico ma ho frequentato un sacco di cliniche varie. In questo periodo fortunatamente frequento ospedali solo per questioni di routine prenatale, come potrai ben immaginare. E ho visitato per la prima volta il FateBeneFratelli, quello che sta sull'Isola Tiberina. La location è veramente eccezionale, in una isola in mezzo al Tevere, tra viale Trastevere e Piazza Venezia (vabè, non facciamo troppo i sottili) e ha un solo problema: è semplicemente impossibile parcheggiare, quindi o ti ci porta qualcuno e ti lascia lì fuori, o ci vieni a piedi. Conseguenza: non puoi venirci se stai male, che per un ospedale non è il massimo. Ma tornando all'estetica, anche l'interno non scherza affatto. Appena entri c'è una specie di chiostro con una fontana in mezzo, completamente "okkupata" da un esercito di tartarughe. Dopo un po' c'è un altro chiostro, che sembra un mercato coperto rionale, con un andirivieni continuo di donne incinte di tutti i mesi possibili. Fichissimo.
Mia moglie mi dice: "Vedi, tutte le donne vogliono venire a partorire qui"
io: "Perché, ha un reparto maternità particolarmente efficiente? E' rinomato per questo?"
lei: "Forse sì, credo di sì. Una cosa comunque è certa: qui tuo figlio/figlia nasce veramente in mezzo al Tevere, capisci?"
Thursday, 30 October 2008
Open?
Thursday, 23 October 2008
Closed
Sapevamo da sempre che prima o poi sarebbe successo. E succede oggi: dopo quasi quattro anni di esercizio, questo blog chiude, non ho niente altro da dire.
E' stato bello, grazie a tutti.
Tuesday, 21 October 2008
Real men
Tuesday, 14 October 2008
Dichiarazione programmatica
Thursday, 25 September 2008
VVFF and Cats
Dopo un po' sento che il chiacchiericcio continua, tanto che torno alla finestra a vedere. Ci sono tutti i pompieri seduti che ascoltano la gattara che spiega dettagliatamente le parentele del branco: "...mentre lui è figlio di lei e di un gatto che adesso però non c'è più, che sarebbe poi il padre di lui, ma fatto con quella laggiù..." e tutti in silenzio ad ascoltare. Qualcuno fa anche domande. E nel frattempo fa avanti e indietro la Sora Magda, di cui ho già spesso parlato, con la paletta in mano e gli stivali di gomma che sistema le piante. E, essendo anche lei gattara (non ho mai capito se in competizione o in collaborazione con l'altra), conosce tutte le familiarità del branco. Ma le descrive un po' più coloritamente di quanto faccia la 'collega': "No, non è come dici tu, perché XYZ tr@??ava con XXX, e contemporaneamente se la ingr&%@ava YY, che poi sc*?ava con ZZ. XYZ inoltre sc?*@va pure co' ZZX...".

